Mafia SpA: gli affari ai tempi della crisi

Posted under Video by mall on Saturday 31 October 2009 at 10:46 am

Durante il festival di “Internazionale” tenutosi a Ferrara nell’ottobre 2009, teleimmagini ha seguito l’incontro: “Economia, Mafia SpA: gli affari ai tempi della crisi” , in cui hanno partecipato Roberto Saviano autore di Gomorra, Loretta Napoleoni economista italiana, Misha Glenny giornalista britannico autore di McMafia e Mario Calabresi direttore della Stampa… Un’interessante flusso di informazioni da condivide in rete.

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A proposito del Ponte

Posted under Articoli,Local news by Kioshi on Monday 26 October 2009 at 6:36 pm
pubblichiamo questo articolo pubblicato da Terre libere.org e da http://stagliano.blogautore.repubblica.it/?ref=hpblog
Cicconi: “Il Ponte sullo Stretto? Keynes alla rovescia”
terrelibere.org terrediconfine - autore dell"articolo Antonello Mangano
Ivan Cicconi, massimo esperto italiano di lavori pubblici, svela la vera essenza del modello Ponte: “E’ keynesismo al contrario, si usa la ricchezza sociale per trasferirla a pochi soggetti privati”. Mucche da mungere per portare profitti ai grandi contractor, dunque, secondo lo schema già sperimentato con il TAV. Il famoso ‘project financing’, inventato da Cirino Pomicino, ha già prodotto cantieri eterni e danni erariali. Ora viene riproposto, senza pudore, per il Ponte…

Cicconi: “Il Ponte sullo Stretto? Keynes alla rovescia”

Pubblicato su repubblica.it

“Sono politiche keynesiane alla rovescia. In precedenza si prendeva la ricchezza prodotta per redistribuirla, oggi si danno soldi a chi è già ricco. Sono costi che pagheremo per diversi decenni”. Lo dice a terrelibere.org Ivan Cicconi, uno dei maggiori esperti di infrastrutture e lavori pubblici, commentando l’annuncio del governo della prima pietra del Ponte sullo Stretto. “La varianti come quella di Cannitello sono ad hoc per il Ponte, si tratta di opere funzionali al progetto”. Cicconi, ha denunciato già molti anni fa le storture dell’Alta velocità. Profitti privati, costi per tutta la collettività, cantieri lumaca. Oggi ravvisa nel Ponte lo stesso modello. Il keynesimo alla rovescia, Robin Hood al contrario: la ricchezza sociale che finisce nella tasche dei soliti noti: i grandi contractors, con Impregilo sempre in testa.

Esattamente quanto sostenuto nel libro “Ponte sullo Stretto e mucche da mungere”: è “l’economia basata sulle partnership tra pubblico e privato che mungono attività senza rischio. Al primo soggetto spettano i costi, al secondo i benefici. E’ l’economia delle infrastrutture inutili, addirittura non volute ed imposte al territorio. E’ l’economia dei disastri e delle guerre”.

Diventa dunque sterile disquisire di particolari tecnici, problemi ingegneristici, balle mediatiche o bluff elettorali. La “mucca da mungere” è un modello che esiste di per se`, è il cuore del problema. Il Ponte non è realizzabile? Un’ottima occasione per nuovi studi e revisioni di progetto. Le opere collaterali vanno fatte prima? Intanto si muove la solita economia para-mafiosa fatta di movimento terra, sub-appalti, cantieri eterni, lavoratori ricattati ed umiliati. L’esperienza dell’A3 ci racconta di continue revisioni dei conti, infiltrati mafiosi in pianta stabile, operai coinvolti loro malgrado in scene da Far West oppure morti in incidenti sul lavoro che non meritano neppure poche righe in cronaca.

Già nel maggio 2003, terrelibere.org scriveva: “Attenzione. Quando leggete Ponte, non pensate al manufatto da modellino, agli esempi virtuali dei computer. Meno che mai alla fattibilità, all`utilità effettiva dell’Opera. […] Quando si dice Ponte si pensa a: cantieri, studi di fattibilità, commesse, ingegneri, parcelle, movimento terra, tangenti sugli appalti, pizzo sul movimento terra, ricorsi, avvocati, parcelle, interventi ulteriori, subappalti”. A distanza di pochi anni, la facile profezia si avvera in un paese senza memoria. Lo schema proposto per il Ponte, infatti, è identico a quello del Tav. Si tratta di un “metodo” datato 1991, durante l’ultimo nefasto governo Andreotti.

Spiega ancora Cicconi, questa volta in una intervista del 2002: “Il sistema fu inventato dal fantasioso ministro Paolo Cirino Pomicino. Si crea una società dalla costola delle ferrovie, il Tav, che assegna i lavori alle solite grandi imprese. Il secondo passo e’ il project-financing, che consente di attivare finanziamenti privati. Che sono i prestiti per Tav Spa, garantiti dallo Stato”. Sostituendo al TAV la “Stretto di Messina” il risultato non cambia… A proposito del Tav, d’altronde, c’è una storia illuminante. Negli anni ’96-’97, il conflitto tra i piccoli imprenditori e i grandi che lavorano per i cantieri dell’Alta velocità era al culmine. L’associazione delle imprese medio-piccole produsse un “documento bomba” dove si diceva che, rifacendo quei contratti, e pur pagando le penali, lo Stato avrebbe comunque risparmiato circa 5 mila miliardi di vecchie lire.

Dopo lunghissima riflessione, arriviamo al 2000: il ministro Bersani annulla i contratti. Il governo successivo li ha ripristinati. Tali e quali. Qual è il movente di questo modo di operare? Intanto reperire fondi che non ci sono e poter avviare i cantieri promessi. Secondo: spostare su una società privata un rilevante deficit pubblico che all’Unione Europea non risulterà e ci consentirà di non sforare sugli impegni comunitari. Per quanto riguarda la data di consegna dei lavori, il ministro Matteoli ha indicato che nel tempo record di 6 anni Sicilia e Calabria saranno collegate. Perché non ci crede nessuno? “Il general contractor tende a far durare i lavori più a lungo possibile e a farli costare di più”, dice ancora Cicconi. “Perché questo è il suo interesse d’impresa e senza rischio di gestione viene meno la volontà di ridurre tempi e costi”.

* Ha collaborato Claudio Metallo


Grande successo della manifestazione di Amantea!

Posted under Local news by Kioshi on Sunday 25 October 2009 at 1:58 pm

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Ecco alcune delle foto della manifestazione di Amantea del 24/10/09!

Circa 40000 persone hanno partecipato alla manifestazione di oggi per chiedere la bonifica immediata dei siti inquinati e radioattivi della Calabria: da Crotone ad Amantea. Inoltre è stata forte la partecipazione dei pescatori di Cetraro, colpitissimi da questa situazione, e di alcuni dei familiari delle vittime della Marlane di Praia a Mare.

Il Sud (solo soletto) ha risposto alla grande alla chiamata del comitato Natale De Grazia: da Chiaiano alla rete No Ponte.

Il prossimo appuntamento è il 19 dicembre a Villa San Giovanni per dire no al ponte sullo stretto.
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info: calabria.indymedia.org


GOLPE IN HONDURAS

Posted under Articoli,Audio News e Racconti by Prox on Monday 19 October 2009 at 5:00 pm

Il 29 giugno 2009, Roberto Micheletti, presidente del Congresso Nazionale dell’Honduras, guida un colpo di stato. Il presidente eletto José Manuel Zelaya viene prelevato dai reparti speciali dell’esercito e trasferito urgentemente in Costa Rica.
Quello stesso 29 giugno doveva esserci in Honduras una consultazione popolare per decidere se, alle elezioni del prossimo Novembre, si sarebbe voluto aggiungere un’urna referendaria con cui poter avviare un nuovo processo costituente. Un processo questo che sarebbe dovuto essere partecipato da quel vasto settore sociale – lavoratori, contadini, indigeni – che da sempre sono stati sotto il giogo dello sfruttamento economico guidato da poche famiglie di origine straniera.
Il golpe militare ha bruscamente interrotto questo processo.
Una vasta sollevazione popolare sta però resistendo alla durissima repressione che ha fatto morti, feriti, desaparecidos e prigionieri.
Zelaya o non Zelaya il popolo dell’Honduras vuole costruire un futuro diverso, non si arrende e vuole essere ascoltato.
Abbiamo intervistato un mediattivista appena tornato dall’Honduras. (durata 36′)



>PER SCARICARE L’AUDIO CLICCA QUI


STORIE DI (stra)ORDINARIO MESSICO

Posted under AmericaLatina,Audio News e Racconti by ironriot on Saturday 17 October 2009 at 10:28 am

L’ Osservatorio America Latina del centro sociale XM24 di Bologna e il collettivo Nodo Solidale di Roma presentano una serie di trasmissioni d’approfondimento sulle esperienze di lotta che stanno attraversando il Messico.
Con STORIE DI (stra)ORDINARIO MESSICO vorremmo raccontarvi un laboratorio sociale in resistenza che propone interessanti forme di autorganizzazione popolare

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  • Questa prima trasmissione è sui fatti di Oaxaca nel 2006-2007: report, testimonianze,analisi politiche.. (durata 45)
  • In questa seconda puntata incontriamo una comunità indigena zapoteca: il processo organizzativo, la difesa della propria tradizione, la repressione…
    (durata 54

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SCHIACCIA IL RAZZISMO

Posted under Immigrazione,Video by mall on Thursday 8 October 2009 at 6:11 pm

Il basket è il canale condiviso attraverso cui si incontrano in tanti. Palloni e canestri sono le loro armi contro le forme infime dell’ignoranza e della fobia. Cresce la coscenza di uno spazio libero, aperto a tutte e tutti.
La popolazione festeggia!
Una giornata celebra il rispetto e la vitalità che i titani hanno portato nella city multietnica schiacciando il razzismo.

arrivano i titani
senti i loro tuoni
(more…)


Sulle navi a perdere e la Calabria radioattiva

Posted under Local news by Kioshi on Monday 5 October 2009 at 2:13 pm

Il 1982, Giuseppe Nirta, reggente del territorio di San Luca, ha un’ illuminazione: i rifiuti si possono trasformare in oro! Il capocosca venne contattato dall’ allora onorevole Vito Napoli, per conto di Nello Vincelli (sottosegretario ai trasporti) che agiva su mandato del ministro della Difesa socialista Lelio Lagorio. A Nirta fu chiesto di smaltire illecitamente rifiuti per conto di imprese italiane che non sapevano dove mettere e dopo aver avvelenato i lavoratori, avevano deciso di eliminare il materiale senza spendere una lira. Da qui parte il memoriale del pentito Francesco Fonti, colui il quale ha rivelato i metodi di occultamento dei rifiuti utilizzati dalla ‘ndrangheta, il pentito che ha fatto ritrovare la nave affondata a largo di Cetraro. Il memoriale di Fonti (pubblicato a stralci su L’Espresso del 9 giugno 2005) spiega per filo e per segno, tutta la rete composta da servizi segreti, faccendieri (o stakeholder), politici, industriali e mafiosi coinvolti nello smaltimento. Ci racconta come la strada per Bosaso, in Somalia, quella su cui stava indagando Ilaria Alpi con l’aiuto del suo operatore Miran Hrovatin, sia stata costruita da 300 imprese italiane che vi hanno interrato rifiuti tossici e nocivi dal primo all’ultimo metro.
Sempre nello stesso memoriale, Fonti, ci racconta che all’inizio i capi della varie famiglie di ‘ndrangheta, non volevano i rifiuti nelle loro terre, ma poi, si sa, il denaro fa miracoli. Oltre alla scoperta delle navi a perdere che erano, ormai, un segreto di pulcinella, da qualche mese si discute (solo in Calabria, si badi bene) dei rifiuti provenienti dalla Pertusola Sud, usati per costruire mezza città di Crotone, comprese scuole e case. Inoltre, qualche settimana fa il sindaco di Cosoleto (RC), Angelo Surace, ha denunciato pubblicamente che nel suo paese si ammalano di tumore troppe, troppe persone. Cosoleto si trova in Aspromonte ed anche lì, gli uomini d’onore (sic!) avrebbero interrato rifiuti tossici, da qui l’aumento esponenziale di neoplasie.
Questa è la triste fotografia della Calabria in questo momento. Bisogna dare atto all’assessore all’ambiente Silvio Greco di provare a risolvere la questione, cioè bonificare le aree dove è stata già rilevata una forte radioattività: nella zona dello spiaggiamento della Jolly Rosso, altra nave a perdere, si dice colma di bidoni tossici, mai ritrovati, c’è un tasso di radioattività cinque volte superiore alla media ed i tumori tirodei sono in aumento continuo. Quindici anni di denunce non sono serviti a niente. Addirittura la società Messina, proprietaria della Jolly Rosso e della Cunski (probabilmente, la nave trovata a largo di Cetraro) ha querelato Francesco Cirillo: un giornalista che ha seguito la vicenda dal lontano 1991, anno dello spiaggiamento della Jolly, a differenza di altri giornalisti che rivendicano per se i meriti dello scoop. Cirillo si domanda che armatori (e che uomini) siano questi della Messina ed è una domanda più che leggittima visto ciò che sta venendo fuori dalle indagini. Ovviamente i solerti media nazionali, compreso il tanto difeso TG3, hanno fatto in fretta a dimenticarsi di una terra che si ritrova, senza mai aver avuto un’industria di livello nazionale, radioattiva per l’inabissamento delle navi, tossica per le case costruite con rifiuti e piena di gente che muore di tumore.
Dicevamo che la Regione ha stanziato 70000 euro per ritrovare il relitto a largo di Cetraro e non ha i soldi per bonificare le aree in questione (compreso Crotone e Cosoleto), anche se in qualche modo bisognerà trovarli. Il denaro è stato chiesto al ministero dell’Ambiente e più in generale al governo. La risposta di questo governo ‘del fare’ è stata quella di non concedere neanche un incontro, fino a ieri, né all’assessore all’ambiente, né al presidente della regione e neanche al comitato civico Natale De Grazia (capitano di corvetta avvelenato mentre indagava sulle navi affondate nel mediterraneo). Il Ministero degli Interni, che insieme alla Marina fin’ora non hanno mosso un dito, per bocca di Francesco Nitto Palma, sottosegretario agli interni calabrese eletto nel PDL, fa sapere che “prima di parlare di bonifica serve solidità investigativa, non si possono sprecare i soldi della comunità”! Il caro Nitto Palma è ancora lì, non si è dimesso e non è stato preso a calci nel sedere da nessun parlamentare calabrese del suo partito. Visto che la competenza è anche del ministro Maroni, si poteva inventare la scusa che fossero stati dei rumeni ad affondare la nave, magari avrebbe almeno detto qualcosa, ma visto che i fatti in questione non sono avvenuti sul quel ramo del lago di Como, ma in mezzo a quattro terroni zozzi e per di più calabresi si può rispolverare un motto tanto caro a molti uomini di questo governo e di questa maggioranza: “Me ne frego!”.
Dal canto suo il ministro dell’Ambiente, a proposito di spreco di risorse della comunità, è inquisito per peculato: la Prestigiacomo, forse il ministro più incompetente (dopo la Gelmini) di questo governo cialtrone, avrebbe fatto shopping con le carte di credito del ministero! Penso che ogni commento sia superfluo. Ad Amantea e nel comprensorio, intanto proseguono iniziative di vario tipo in preparazione della manifestazione nazionale del 24 ottobre. Il quattro ottobre, in un’affollata e partecipata assemblea, si è discusso a lungo delle possibilae soluzione di questo problema che si chiamano bonifica senza se e senza ma.  Io credo, però, che bisognerà fae anche chiarezza su cos’è successo in questi anni per far diventare la Calabria una pattumiera e penso che la lezione da imparare debba essere quella di partecipare di tenere alta la guardia. All’assemblea è venuto finalmente fuori anche il nome di Giorgio Comerio, un personaggio legato ai Servizi che aveva inventato un sistema di interramento dei rifiti, certificato dall’OCSE, che si chiamava Oceanic Disposal Management che consisteva nell’infilare i rifiuti in dei siluri e spararli nei fondali marini. Sul suo sito c’era anche una mappa con i fondali più adatti (il migliore era quello della Sierra Leone). A casa di Comerio sono state trovate le carte con i possibili luoghi degli affondamenti delle navi ed in più il certificato di morte di Ilaria Alpi. C’è un mandato di cattura su di lui, ma l’imprenditore è irreperibile, si dice sia in Sudafrica, così potrà godersi anche i mondiali. Pare che nessuno lo stia cercando, in effetti non è un pericoloso terrorista come Cesare Battisti, ma solo un semplice imprenditore.


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