ZEROFORMAT 2.0
giovedi 28 gennaio 2009
dalle ore 20 all’xm24 di Bologna
TELEIMMAGINI presenta:
>TERREMOTATI
Dall’aquila a rosarno ovvero dai terremotati naturali ai terremotati sociali.
(more…)
giovedi 28 gennaio 2009
dalle ore 20 all’xm24 di Bologna
TELEIMMAGINI presenta:
Dall’aquila a rosarno ovvero dai terremotati naturali ai terremotati sociali.
(more…)
Ancora due report audio dei nostri corrispondenti al NO COP 15 che si e’ svolto a Copenhagen nello scorso mese di dicembre.
Uno parla di soluzioni tecnologiche per la decrescita della temperatira terrestre, l’altro della possibilita’ di un futuro energetico senza l’utilizzo di combustibili fossili.
(more…)
Finalmente se ne sono andati da Rosarno! Saranno contenti i bravi cittadini rosarnesi. Proprio quelli che hanno inscenato la protesta razzista, xenofoba e mafiosa dopo la rivolta degli africani. Sarà contento Domenico Ventre, capo popolo, ex assessore alla protezione civile nella giunta sciolta per ‘ndrangheta. E’ fatta! Il bene ha trionfato. Ci sono voluti decine di ferite a sprangate, otto neri gambizzati (da cittadini con regolare porto d’armi), qualcun’altro investito (sempre da cittadini con regolare patente), ma alla fine la calma (o la pax) è stata ristabilita. Insomma c’è voluta una bella ‘caccia al negro’ organizzata da gente armata di fucili e spranghe, con l’aiuto di alcuni mafiosi, tra cui Antonio Bellocco, dell’omonimo clan! Si saranno divertiti quelli della Lega Nord a sentire queste notizie gioiose provenienti dalla Terronia, magari avranno pensato: “Finché si ammazzano tra di loro…”. Gli africani di Rosarno, sono stati sbattuti fuori dal paese. Dopo aver lavorato come delle bestie, probabilmente senza aver riscosso parte della paga da chi li schiavizzava. Chissà chi si spartirà i milioni di euro dei fondi europei per i mancati introiti della raccolta delle arance? A tal proposito, il ministro del welfare, l’ex-socialista Maurizio Sacconi, ha dichiarato in una trasmissione televisiva che potrebbero essere gli studenti ed i disocuppati ad andare a raccogliere le arance ed i mandarini a Rosarno. Magari un’insegnante licenziata grazie alla riforma Gelmini-Tremonti, oppure un ricercatore senza lavoro, un giovane tra un contratto interinale e l’altro. Potrebbero fare un salto in Calabria a passare un paio di settimane al caldo della nostra bella regione con i profumi del bergamotto che inebriamo l’animo. Immaginate un operaio appena licenziato dalla FIAT di Termine Imerese o un dipendente dell’ Eutelia, come sarebbero contento di andare a guadagnare 20 euro al giorno. Mi sorge solo un dubbio: visto che hanno abbattuto tutti vari tuguri dove i migranti vivevano, dove andranno a dormire queste nuove braccia?
Rosarno è il territorio dei Pesce-Bellocco, anche se adesso pare che le due storiche e potenti cosche si siano divise, infatti i Bellocco stanno cominciando a finire in galera, i Pesce un pò meno. Sarà un caso, ma il giorno dopo i tumulti di Rosarno, è cominciata una vasta operazione di polizia tra il reggino ed il bolognese per cercare di arginare il potere economico-mafiosa della cosca che fa capo a Carmelo Bellocco. Nessuno si è domandato che magari, oltre ai magistrati, altri sapevano dell’inizio di questa ondata di sequestri e di arresti? Il ferimento dei due africani (uno avvenuto intorno alle 14:30 del 7 gennaio e l’altro intorno alle 18:30, in due luoghi diversi) è capitato a pochi giorni dall’esplosione della bomba davanti alla procura generale di Reggio Calabria, decisione presa, sicuramente all’unanimità dalle cosche. L’attenzione dei media si è spostata sulla Piana e la ‘ndrangheta ha dato prova di poter mettere sotto scacco un’ intera cittadina e lo Stato, con buona pace di Maroni. La ‘ndrangheta ha avuto sicuramente un ruolo determinate a Rosarno, infatti è impossibile che ci possa essere una tale sommossa, senza che ci sia un preventivo assenso. E’ la stessa analisi che ha fatto Alessandra Mussolini ad Anno Zero, giovedì 14 gennaio. Soltanto che, la nipote del criminale che gasava gli eritrei (consiglio, a tal proposito Fascist Legacy, documentario della BBC, sui crimini di guerra dell’Italia fascista in Africa), dice che gli africani sono stati pagati dalla ‘ndrangheta per la rivolta.
Alcuni cittadini presenti alla manifestazione per rivendicare di non essere razzisti e mafiosi, si sono resi protagonisti di un atto ridicolo e vergognoso: far togliere in fretta e furia uno striscione antimafia portato dagli studenti del locale liceo scientifico. Alcune persone si sono giustificate dicendo che si era stabilito in precedenza che non ci dovevano essere altri striscioni oltre a quello in testa al corteo. A fine manifestazione, una giornalista di Rainews 24 è andata a chiedere ai ragazzi che avevano esposto lo striscione, il motivo per cui era stato ritirato, ma gli studenti hanno negato tutto, dicendo che non c’era nessuno striscione antimafia e mostrandone un altro.
Magari non sono stati i mafiosi in persone a far togliere lo striscione, ma non è paura questa? Non è mentalità mafiosa quella che ti fa dire “Non c’era nessuno striscione”?
A livello mediatico, il caso Rosarno, ha riscosso grosso successo. Matrix dello scialbo Alessio Vinci, dedica uno speciale alla storia. La cosa incredibile è che c’era un’intervista, realizzata a casa dei Bellocco, alla presenza di una delle persone che il giorno dopo (quello dell’operazione di polizia) si sarebbero rese latitanti.
Nella puntata di Anno Zero del 14 gennaio, che ho precedentemente citato, vengono invitati la Mussolini e Roberto Cota della Lega Nord. La Mussolini dal basso della sua ignoranza, comincia a sparare a zero su chiunque con il suo atteggiamento da sceneggiata napoletana. Tra le altre stupidaggine vi segnalo che, a suo dire, il governo ha arrestato 900 (novecento) ‘ndranghetisti negli ultimi mesi! Una cifra quanto meno azzardata. Accusa Fabrizio Gatti e Gad Lerner (gli altri ospiti) di fomentare l’odio. Alla domanda per quali affermazioni, i due giornalisti, sono accusati di questo reato, la Mussolini risponde con generici “Lo sai bene.”, “Te lo dico dopo.” ecc.
Sulla Mussolini, basta dire: v’ immaginate possibile un parlamentare tedesco nipote di Hitler che porta lo stesso cognome? E che viene invitato in televisione?
L’altro invitato eccellente (si fa per dire) è Cota. Il leghista è andato in trasmissione per farsi un pò di campagna elettorale, in vista delle elezioni regionali in Piemonte. Incomincia subito a dare del razzista a tutti quelli che non sono leghisti. Poi dice che, il ministro Maroni, ha detto che i migranti feriti a Rosarno avranno il permesso di soggiorno. Solo domenica, sempre Maroni aveva detto che la legge è uguale per tutti e chi non ha il permesso di soggiorno sarebbe stato espulso. Chissà chi gli ha insegnato di dire una cosa un giorno e smentirla quella dopo.
Ovviamente Cota, evita di parlare della Bossi – Fini come di una legge fallita, razzista, che crea solo nuovi schiavi e che è stata redatta appositamente per avere mano d’opera a bassissimo costo e ricattabile. Una legge che stabilisce che se non hai lavoro, se sei disoccupato, compi un reato e che, in periodo di crisi è assolutamente inumana. Forse un giorno, riusciremo a capire che le persone che, per una manciata di voti ed un pò di potere, utilizzano e fomentano la diffidenza verso il diverso, verso il più povero, non dovrebbero avere ‘cittadinanza’ nel nostro paese e che un sentimento come il razzismo e la mafiosità non dovrebbero trovarne nella nostra testa.
| Come Teleimmagini abbiamo raccolto una serie di link per
meglio comprendere che cosa stia succedendo a Rosarno; eccone alcuni:
E alcuni audio-interviste:
|
Raccolta di Video |
| Se avete articoli da consigliarci…Scriveteli nei commenti! |
Come volevasi dimostrare! Altro che rivolta di popolo e comitati spontanei:
A Rosarno è stato arrestato Antonio Bellocco, 29 anni. Considerato tra i fomentatori della rivolta di ieri.
E’ nipote del capo della ponte famiglia mafiosa dei Bellocco, affiliati con i Pesce.
Rosarno 7 gennaio 2010:
“Quello che sta succedendo è intollerabile e la cittadinanza non lo accetta più…Non possiamo accettare che queste persone devastino il nostro paese suscitando una situazione di paura tra gli abitanti”!
Questo grido di battaglia arriva, oggi, da un rosarnese. Finalmente la cittadinanza si vuole ribellare allo strapotere delle ‘ndrine Pesce e Bellocco? Quei mafiosi che strozzano le persone e gli imprenditori onesti(se ci sono), che muovono enormi capitali lasciando le loro terra d’origine nell’indigenza e sommersa di rifiuti nocivi, interrati nei luoghi dove i loro stessi nipoti e figli vivono e crescono? Purtroppo quello che “la cittadinanza non lo accetta più” sono i migranti, che vanno bene quando si devono raccogliere le arance a 20 euro al giorno, lavorando per 12 ore. Vanno un pò meno bene se dopo l’ennesimo episodio di violenza vigliacca contro due ragazzi, queste persone si rivoltano ed organizzano un riot in paese per protestare. Molti rosarnesi (come moltissimi calabresi), sono persone pacifiche che non amano la protesta. Avete mai visto un riot nella piana di Gioia Tauro dopo un omicidio di ‘ndrangheta? O dopo il ferimento di un italiano?
La frase citata, è stata pronunciata dall’ ex-assessore alla protezione civile, Domenico Ventre. Ex-assessore non perché si è dimesso in un moto d’orgoglio, ma perché la giunta di cui faceva parte è stata sciolta perché pesantemente infiltrata dalla ‘ndrangheta.
Per ritornare ai fatti: la sera del 7 gennaio vengono feriti due raccoglitori di arance con una carabina ad aria compressa. Gli agguati avvengono in due luoghi diversi. Questo fatto può fare balenare in mente che ci sia stata premeditazione. Inoltre bisogna ricordare sia il ferimento di un migrante lo scorso anno, sempre a Rosarno e poi l’incendio doloso all’ ex cartiera dove molti migranti dormivano nel periodo della raccolta degli agrumi. E’ sempre bene ricordare che la cartiera di Rosarno è stata tirata su con i soldi della legge 488, che poi sono stati abilmente rubati da un imprenditore del nord che non ha neanche aperto l’attività. La perdita della ‘casa’ ha fatto spostare i migranti nei sylos abbandonati che erano stati costruiti per contenere l’olio che imprenditori del nord avrebbero prodotto in Calabria. Anche in questo caso i soldi sono spariti prima che iniziasse l’attività, alla faccia di Bossi, Maroni, Castelli e Calderoli.
A proposito di questi paladini della legalità: La mattina dell’8 gennaio, il ministro degli interni, Roberto Maroni, telefona alla trasmissione Mattino 5, (su Canale 5, la televisione del capo) e dice che a Rosarno c’è “una situazione difficile, così come in altre realtà”, determinata dal fatto che “in tutti questi anni è stata tollerata, senza fare nulla di efficace, una immigrazione clandestina che da un lato ha alimentato la criminalità e dall’altro ha generato situazioni di forte degrado”. E’ inutile ritornare sul fatto che in quella zona ci sono i Pesce – Bellocco, una delle cosche più potenti del mondo, il Piromalli – Molè, I Mancuso e così dicendo. Quindi solo un idiota o una persona che è in campagna elettorale può dire che gli immigrati portano degrado e criminalità, in una situazione del genere. Tra l’altro, uno dei ragazzi feriti il 7, è un rifugiato politico, quindi ha un permesso di soggiorno, ma per tre voti in più, si possono dire delle stupidaggini.
Come al solito la Lega parla agli istinti più bassi delle persone che ci cascano immediatamente: a Rosarno si è formato un comitato ‘spontaneo’ (non è che ci sono le regionali e qualcuno vuole sfruttare la situazione, figuriamoci!) contro i migranti. Ricordiamo che, Rosarno, è il paese di Giuseppe Valarioti, segretario della sezione del Partito Comunista Italiano che fu assassinato in un agguato mafioso l’11 giugno 1980, dopo una conviviale riunione di partito. A parte la sindacatura di Giuseppe Lavorato, eletto nel ’94, movimenti di popolo non è che se ne vedano spesso. Ci pensa il razzismo a riportare in auge la voglia di aggregarsi. Nel tg regionale della Calabria s’è data voce ad un aderente al comitato che diceva di aver paura per i suoi bambini. Un’affermazione che è ridicola in una zona dove c’è, di media, una sparatoria al giorno. Siamo sotto elezione, il razzismo in questo paese è un’ideologia aggregante. Come volevasi dimostrare le frasi di circostanza di alcune persone come ad esempio:”Noi siamo razzisti!” si sono rivelate per quello che sono: bugie. In serata (8 gennaio) sono stati gambizzati due migranti ed altri due sono stati pestati con spranghe e bastoni, in puro stile fascista. Inoltre Rosarno è completamente inavvicinabile, per chi viene da fuori.
L’unico sentimento che si riesci a provare è il disprezzo per le persone che hanno compiuto questi atti e la vergogna che si siano verificati nella nostra.