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Razzismo di Calabria

Come volevasi dimostrare! Altro che rivolta di popolo e comitati spontanei: A Rosarno è stato arrestato Antonio Bellocco, 29 anni. Considerato tra i fomentatori della rivolta di ieri. E’ nipote del capo della ponte famiglia mafiosa dei Bellocco, affiliati con i Pesce. Rosarno 7 gennaio 2010: “Quello che sta succedendo è intollerabile e la cittadinanza non lo accetta più…Non possiamo accettare che queste persone devastino il nostro paese suscitando una situazione di paura tra gli abitanti”! Questo grido di battaglia arriva, oggi, da un rosarnese. Finalmente la cittadinanza si vuole ribellare allo strapotere delle ‘ndrine Pesce e Bellocco? Quei mafiosi che strozzano le persone e gli imprenditori onesti(se ci sono), che muovono enormi capitali lasciando le loro terra d’origine nell’indigenza e sommersa di rifiuti nocivi, interrati nei luoghi dove i loro stessi nipoti e figli vivono e crescono? Purtroppo quello che “la cittadinanza non lo accetta più” sono i migranti, che vanno bene quando si devono raccogliere le arance a 20 euro al giorno, lavorando per 12 ore. Vanno un pò meno bene se dopo l’ennesimo episodio di violenza vigliacca contro due ragazzi, queste persone si rivoltano ed organizzano un riot in paese per protestare. Molti rosarnesi (come moltissimi calabresi), sono persone pacifiche che non amano la protesta. Avete mai visto un riot nella piana di Gioia Tauro dopo un omicidio di ‘ndrangheta? O dopo il ferimento di un italiano? La frase citata, è stata pronunciata dall’ ex-assessore alla protezione civile, Domenico Ventre. Ex-assessore non perché si è dimesso in un moto d’orgoglio, ma perché la giunta di cui faceva parte è stata sciolta perché pesantemente infiltrata dalla ‘ndrangheta. Per ritornare ai fatti: la sera del 7 gennaio vengono feriti due raccoglitori di arance con una carabina ad aria compressa. Gli agguati avvengono in due luoghi diversi. Questo fatto può fare balenare in mente che ci sia stata premeditazione. Inoltre bisogna ricordare sia il ferimento di un migrante lo scorso anno, sempre a Rosarno e poi l’incendio doloso all’ ex cartiera dove molti migranti dormivano nel periodo della raccolta degli agrumi. E’ sempre bene ricordare che la cartiera di Rosarno è stata tirata su con i soldi della legge 488, che poi sono stati abilmente rubati da un imprenditore del nord che non ha neanche aperto l’attività. La perdita della ‘casa’ ha fatto spostare i migranti nei sylos abbandonati che erano stati costruiti per contenere l’olio che imprenditori del nord avrebbero prodotto in Calabria. Anche in questo caso i soldi sono spariti prima che iniziasse l’attività, alla faccia di Bossi, Maroni, Castelli e Calderoli. A proposito di questi paladini della legalità:  La mattina dell’8 gennaio, il ministro degli interni, Roberto Maroni, telefona alla trasmissione Mattino 5, (su Canale 5, la televisione del capo) e dice che a Rosarno c’è “una situazione difficile, così come in altre realtà”, determinata dal fatto che “in tutti questi anni è stata tollerata, senza fare nulla di efficace, una immigrazione clandestina che da un lato ha alimentato la criminalità e dall’altro ha generato situazioni di forte degrado”. E’ inutile ritornare sul fatto che in quella zona ci sono i Pesce – Bellocco, una delle cosche più potenti del mondo, il Piromalli – Molè, I Mancuso e così dicendo. Quindi solo un idiota o una persona che è in campagna elettorale può dire che gli immigrati portano degrado e criminalità, in una situazione del genere. Tra l’altro, uno dei ragazzi feriti il 7, è un rifugiato politico, quindi ha un permesso di soggiorno, ma per tre voti in più, si possono dire delle stupidaggini. Come al solito la Lega parla agli istinti più bassi delle persone che ci cascano immediatamente: a Rosarno si è formato un comitato ‘spontaneo’ (non è che ci sono le regionali e qualcuno vuole sfruttare la situazione, figuriamoci!) contro i migranti. Ricordiamo che, Rosarno, è il paese di Giuseppe Valarioti, segretario della sezione del Partito Comunista Italiano che fu assassinato in un agguato mafioso l’11 giugno 1980, dopo una conviviale riunione di partito. A parte la sindacatura di Giuseppe Lavorato, eletto nel ’94, movimenti di popolo non è che se ne vedano spesso. Ci pensa il razzismo a riportare in auge la voglia di aggregarsi. Nel tg regionale della Calabria s’è data voce ad un aderente al comitato che diceva di aver paura per i suoi bambini. Un’affermazione che è ridicola in una zona dove c’è, di media, una sparatoria al giorno. Siamo sotto elezione, il razzismo in questo paese è un’ideologia aggregante. Come volevasi dimostrare le frasi di circostanza di alcune persone come ad esempio:”Noi siamo razzisti!” si sono rivelate per quello che sono: bugie. In serata (8 gennaio) sono stati gambizzati due migranti ed altri due sono stati pestati con spranghe e bastoni, in puro stile fascista. Inoltre Rosarno è completamente inavvicinabile, per chi viene da fuori. L’unico sentimento che si riesci a provare è il disprezzo per le persone che hanno compiuto questi atti e la vergogna che si siano verificati nella nostra.
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