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DALLA BOLIVIA, PER CHI ERA DISTRATTO.1

December 18th, 2008

I. Bolivia: i movimenti al potere

La maggior parte dei media che parlano della Bolivia, sottolineano in primis il fatto che il nuovo presidente della nazione e’ un indigeno, facendo sembrare questo come il fondamento della “rivoluzione”, del grande cambiamento in atto nel Paese andino.

Questa “notizia” oscura e a volte volontariamente omette, qualcosa di molto piu’ importante: il potere in Bolivia e’ stato conquistato dai movimenti sociali, di cui Evo Morales e’ soltanto uno degli esponenti piu’ in vista.

Il successo del “Presidente indigeno” e’ dovuto infatti a una serie di lotte sociali costate svariate vite e che iniziarono assai poco timidamente nel 2000, con il sorgere di un movimento che fermo’, probabilmente per la prima volta in tutto il mondo, un processo di privatizzazione dell’acqua da parte di una impresa straniera, Aguas de Tunari.

La guerra dell’acqua si svolse esclusivamente nella citta’ di Cochabamba, e segno’ l’inizio di un rinforzamento eccezionale dei movimenti sociali.

- Sanchez de Lozada

Vinta la guerra dell’acqua, i movimenti si calmarono per alcuni anni, o per lo meno si dispersero, ognuno impegnato nella propria battaglia.

Tutti pero’ conversero nell’Ottobre del 2003 in un unica grande protesta che aveva come obiettivo bloccare la vendita del gas tramite il vicino Cile[1], e cacciare Gonzalo Sanchez de Lozada allora Presidente in carica.

Uno delle piu incredibili imprese portate avanti da Lozada fu l’ideazione del progetto economico di Capitalizzazione delle imprese.

Un vero e proprio spettacolo di acrobazie legislative, un circo di sforzi intellettuali votati profondamente al ladrocinio, la capitalizzazione dovrebbe tutt’oggi essere studiata a scuola, in tutto il mondo, come prova della fantasia del Homo economicus in tempi capitalisti.

Un breve elenco di stategie impossibili:

• le imprese nazionali vengono concesse al 50% a quelle straniere, tramite la sola promessa di un’ investimento pari al valore dell’impresa capitalizzata in quel momento;

• il restante 50% non rimane di proprieta’ dello Stato, ma diventa una Sociedad Capitalizada che non e’ ne’ una societa’ anonima ne’ una societa’ a rischio condiviso; le azioni vengono ripartite in forma obbligatoria tra tutti i cittadini boliviani maggiori di 21 anni, limite poi eliminato da una legge successiva, senza che esistesse un meccanismo legale per cui si potesse rifiutare il possesso di queste azioni;

• la parte pubblica non era amministrata direttamente dai cittadini, ma da un rappresentante dello Stato Boliviano, che insieme ad un rappresentante della societa’ capitalizzatrice conduceva il percorso di sviluppo dell’azienda.

Tutto questo si fece con “sottili” stratagemmi, come firme segrete di contratti a Miami dal Presidente benche`non fosse la persona autorizzata a farlo,contatti previ con le imprese concorrenti prima delle aste per gli appalti (si e’ venuti a conoscenza che questo successe per la privatizzazione della compagnia aerea L.A.B. [2]), cambi delle regole di contrattazione successive agli accordi.

Goni (nomignolo che Gonzalo Sanchez de Lozada si era auto-affibiato) disse pubblicamente: “Quello che abbiamo fatto e’ contrattatare in maniera TRASPARENTE imprese che abbiamo controllato SCRUPOLOSAMENTE per la loro qualificazione e meriti”.

Un esempio su tutti: l’impresa in campo di idrocarburi era la Enron, fallita in uno dei piu’ shoccanti ma in fondo prevedibili crolli finanziari dovuti alla corruzione e al falso in bilancio.

La capitalizzazione era stata preparata ed attuata per il bene del popolo boliviano: queste almeno furono le parole di presentazione del progetto da parte di Goni al momento della firma.

Pochi anni dopo, nell’ Ottobre del 2003, fece “distribuire” milioni di pallottole, sparate dai militari sui cittadini che bloccavano le strade di El Alto per fermare il passaggio di convogli di gas destinati al mercato estero.

Ci sono numerose discussioni ancora in atto, perche` la Storia, quella con la s maiuscola, ricorda questi fatti come la Guerra del Gas; i cittadini di El Alto, e il Presidente del Defensor del Pueblo Waldo Albarracin, invece insistono nel nominare gli scontri come il Massacro del Gas. Raccontano che i manifestanti difendevano i blocchi con la presenza fisica e lanciando pietre, mentre i militari intervennero con armi da guerra, compresi mezzi aerei e carri armati.

Solo all’ultimo gli scontri furono appoggiati da migliaia di minatori, che arrivarono a La Paz con il paniere per la trasferta pieno di dinamite.

Dopo pochi giorni i morti arrivarono ad essere quasi 70, il Paese diviso, La Paz ed El Alto completamente bloccate e sconvolte, con migliaia di persone per strada, proteste, scioperi della fame, vagoni di treni inutilizzati ribaltati per fare barricate..

In maniera non proprio elegante a Goni non rimase che fare le valigie con i contanti disponibili dello Stato (si dice circa 800 milioni di dollari, ma non ci sono conferme ufficiali) e prendere un jet dell’America Airlines con destinazione Miami, Stati Uniti.

In queste terre di democrazia Gonzalo Sanchez de Lozada vive con alcuni dei suoi collaboratori (il piu’ importante Sanchez de Berzain, la mente del Massacro del Gas), impossibilitato da svariati cavilli burocratici ad assolvere al mandato di comparizione per il delitto di genocidio che e’ stato emesso dallo Stato boliviano.

Per capire quanto cambieranno i giochi politici mondiali, l’avvocato che difende i due (negli Stati Uniti) si chiama Greg Craig, uno dei piu’ stretti collaboratori per le politiche estere di Barak Obama.


[1] L’”odiato” Cile, con il quale la Bolivia ha perso una guerra, e, con questa l’accesso al mare nel 1883, anno della fine del conflitto. Tutt’oggi i boliviani reclamano per uno sbocco, sopratutto economico, alla costa dell’Oceano Pacifico.

[2] La Lloyd Avionetas Bolivianas (il termine Lloyd venne aggiunto per dare un’immagine di efficenza inglese, non aveva niente a che vedere con proprietari o simili), come in molti altri campi, e’ un esempio dell’avanguardia boliviana: e’ stata infatti la prima compagnia aerea nel territorio dell’America Latina, fondata nel 1925.

Come in molti altri campi, e’ un esempio di come i boliviani si siano svenduti: ad oggi, non si sa se la compagnia riuscira’ a sopravvivere, sfiorando il fallimento, per inadempienze varie.

Nel 2007, ad esempio, chi comprava un loro biglietto non era certo di partire, perche’ venivano venduti molti piu’ biglietti dei posti disponibili; a questo si aggiungeva il fatto che il biglietto non era rimborsabile.

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