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Diritto alla mobilità e Trenitalia non vanno d'accordo.

Continua lo smantellamento della rete ferroviaria in Calabria ed in Sicilia (quest’ultima non ha mai avuto dei collegamenti degni di questo nome). E’ un tema che trattiamo spesso, ma probabilmente dopo le minacce degli avvocati di Ferrovie per Fratelli di TAV, mi sono un pò incarognito! Mauro Moretti (a.d. di Trenitalia), secondo La Gazzetta del Sud del 15 maggio 2009, punta ad eliminare entro il 2011 tutti i collegamenti notturni per Calabria e Sicilia. Mentre infuria la campagna elettorale per le provinciali di Cosenza e le Europee, veniamo a sapere queste notizie dalla Gazzetta e non dai nostri candidati. Ovviamente, nessuno può aspettarsi dalle Ferrovie una comunicazione chiara e netta sulla questione, visto che il sito viene usato solo per pubblicizzare le attività del gruppo che appaiono tutte straordinarie. Moretti non ha nessuna intenzione di fare chiarezza su quale sarà il futuro del trasporto ferroviario al Sud. Non penso possa essere sufficiente un Eurostar Fast per risolvere il problema della mobilità e garantirne il diritto. Inoltre, è tradizione non avvertire i passeggeri che si svegliano un giorno convinti che c’è un treno che li porterà a lavoro, a casa o in vacanza ed in stazione trovano la sorpresa della soppressione dello stesso. In questa campagna elettorale nessun politico calabrese si è messo in mostra per aver difeso le ferrovie regionali. Ad Amantea, c’è una stazione appena ristrutturata. Peccato che sia difficile avere anche una semplice informazione, comprare il biglietto (siamo costretti, quindi, a pagare il diritto di agenzia nei punti vendita autorizzati), nonché prendere un treno nell’ orario previsto. Mi chiedo: cosa fanno questi politicanti (per alcuni è difficile anche mettere in fila due parole in italiano) durante l’anno? Spuntano fuori solo alle scadenze elettorali! Dov’erano quando 1500 sbirri in assetto antisommossa hanno sgomberato 500 invalidi dall’ Istituo Papa Giovanni di Serra D’Aiello, senza neanche avvertire i parenti, in una straordinaria operazione di polizia che ha ricordato quella della scuola Diaz, per fortuna solo nella stupidità e nella violenza morale e non in quella fisica. Dov’erano i candidati alla provincia? Ed i candidati alle Europee? Chi lo sa, batta un colpo, possibilmente senza retorica da quattro soldi. Nessuno parla di trasporto pubblico. Probabilmente, se avessi anch’io un paio di portaborse (per usare un termine meno volgare del più appropriato “leccapiedi”), non mi preoccuperei. Visto che non è così (ma chi li vuole?), sono costretto a viaggiare con tante altre persone che subiscono gli stessi disservizi. Per di più Ferrovie cerca pure di querelarmi! Il mio attacco ai politici non è qualunquismo. Capisco che in questi anni il voto è uno strumento in più contro il Re Mida all’incontrario che ci governa, cioè Berlusconi. Penso che chi fa politica tutto l’anno non ha bisogno di trovare legittimazione andando a votare. Inoltre il voto delle persone oneste è una goccia minuscola nel mare, in posti dove si vota solo per clientela. Il 7 maggio è arrivato in senato il ddl 1195 “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”. Come succede sempre con questo governo, in questo ddl c’è stato infilato di tutto. Due parlamentari di Berlusconi (proprio di sua proprietà, come gli altri), Cursi e Vetrella, hanno inserito una serie di emendamenti che, di fatto, salvaguardano il monopolio di FS. Senza dilungarmi troppo, in due parole: gli emendamenti prevedono che FS/Trenitalia deciderà quale prezzo far pagare all’impresa che vorrà acquistare il diritto di far viaggiare i suoi treni sulle linee regionali o nazionali. Personalmente, sono contrario alle privatizzazioni e tra l’altro, l’esperienza di apertura ai privati delle ferrovie inglesi dovrebbe essere d’insegnamento: si sono trasformate in qualcosa di estremamente inefficiente e pericoloso per i passeggeri e per i lavoratori. Questo processo d’involuzione è già cominciato anche in Italia, ad esempio con lo “spezzettamento”. Qualcuno si domanderà “Allora sarai felice di questa cosa!”. In linea di principio si, ma il problema vero è un altro: Moretti si lamenta in continuazione che i treni regionali ed interregionali fanno schifo perché le regioni non danno abbastanza soldi e il nostro povero amministratore non sa come farli funzionare. Visto che il traffico regionale ed interregionale è quello dei pendolari, quindi quello maggioritario, è un problema serio! Quindi se uno non è in gradi di far funzionare questo servizio o si dimette e va a casa o, nel libero mercato, vende quelle tratte. Pare ci siano due società, una tedesca ed una francese che vorrebbero acquistare le linee ferroviarie regionali calabresi. Se esistono davvero, queste due società, si ritireranno appena passa questo ddl. Si sa, Moretti è un ex sindacalista, quindi (secondo questo governo) un pericoloso insurrezzionalista, ma come mai nessun liberale si è lamentato?

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