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"…E tu viaggerai con dolore"

February 23rd, 2009

maltempo e mobilità in Calabria

Danilo Orlando e Nicolino Paliano sono morti sulla Salerno – Reggio Calabria, vicino Rogliano. Una frana ha investito il furgoncino su cui viaggiavano. Oltre alla tragedia di queste due persone, dei loro amici e delle loro famiglie, ci sono delle domande che bisogna porsi: Come mai c’è stata questa frana? Quali materiali vengono usati per la modernizzazione dell’autostrada? Basta qualche goccia di pioggia in più per provocare una frana mortale sulla SA-RC e mettere in ginocchio la mobilità nell’intera Calabria. Mi scuso, ma è d’obbligo aprire una parentesi tragicomica su questa vicenda: in piena emergenza idrogeologica Pino Gentile (probabile candidato presidente alla provincia di Cosenza per il PDL) annunciava l’arrivo in pompa magna del sottosegretario allo sviluppo economico di A.N. (esiste ancora?) Adolfo Urso per discutere della situazione. Il ministero è retto da Claudio Scajola, che ha come obbiettivo rilanciare il nucleare in Italia. Chissà cosa farà uno che era ministro degli interni durante il G8 di Genova, con il nucleare? Altro che minaccia iraniana! Lo so, alcuni di voi penserenno: “Qualche anno dopo il caso Moro, Cossiga, anch’egli agli interni, è diventato presidente della Repubblica”. Tornando ad Urso: qualche giorno fa leggo sul Quotidiano della Calabria che non è riuscito ad arrivare a stringere la mano all’ex socialista Gentile, perché il maltempo l’ha bloccato…(sic!) Il sottosegretario è poi riuscito ad arrivare in Calabria, ma il 20 febbraio, quando ha tenuto un’innocua conferenza “…su temi di politica nazionale e regionale e sulle questioni di carattere economico, con particolare riferimento alla Calabria.” Bontà sua! Dopo questa parentesi si apre riflessione, però, anche sulla questione della mobilità in Calabria e sulla mobilità per la Calabria. Senza autostrada diventa praticamente impossibile muoversi e diventa difficile arrivare e partire. Qualcuno penserà: “Ci sono i treni, mica ci abbandoneranno così le fedeli Ferrovie dello Stato?” Come molti meridionali (e non solo) vivo fuori dalla mia terra d’origine e per andare a trovare i miei, prendermi una vacanza, andare ad una festa di compleanno o semplicemente stare un pò a casa, prendo quasi sempre il treno. La cosa che si nota subito, viaggiando spesso, è la ridicola voce registrata che dice: “Grazie per aver scelto Trenitalia”. Come se potessimo scegliere un altro operatore! Non è che io sia favorevole alla privatizzazione dei servizi, perché la storia c’ha insegnato che nel 90% dei casi peggiorano e finiscono in mano a malandrini, affaristi e ladruncoli d’ogni sorta. Esempio eclatante: l’esternalizzazioni all’ASL di Locri, completamente in mano alla ‘ndrangheta. Il problema è che Trenitalia ha una struttura societaria impostagli dallo stato che la costringe a comportarsi come una società privata. Gente come Mauro Moretti (a.d. di Ferrovie) può nascondersi tranquillamente dietro a frasi come: “per i pendolari mi devono dare i soldi le regioni”, o “devo fare quadrare i bilanci”, proseguendo con tutto il repertorio tipico di uno che occupa quel posto non si sa bene in base a che criterio. La sicurezza e la manutenzione, a detta di molte lavoratrici e lavoratori delle ferrovie (lavoratori e non amministratori delegati), sono diventate un optional. Tutti sappiamo che ogni tanto si spezza un treno in due, sappiamo dei ritardi e sappiamo pure che se sei un lavoratore delle ferrovie è meglio non parlare di queste cose, se no ti licenziano. Ricordiamo il caso dei ferrovieri che parlarono a Report dei problemi della linea e vennero licenziati. Ultimo, in ordine di tempo, cacciato dal lavoro per aver parlato è Dante De Angelis, che denunciò la rottura a metà di una carrozza di un Eurostar. Per ritornare alla mera questione dei viaggi, il fatto certo è che ci sono due momenti in cui i treni dovrebbero funzionare bene: in primis durante le feste di natale, pasqua e vacanze estive e per i pendolari. Per chi viaggia tutti i giorni, il servizio deve funzionare per motivi che non sto qui a ripetere:. Ad esempio per un questione di dignità: “mi sto andando a far sfruttare, almeno fatemici andare comodo”, ma anche per evitare l’inquinamento prodotto dalle auto. La questione delle feste non la tiro fuori perché bisogna santificare il sacro natale, ma perché la maggior parte delle persone usano il treno in quei momenti dell’anno e visto che il treno si usa per spostarsi o almeno così mi ricordo io, è incredibile che sia quasi impossibile viaggiare proprio in quei periodi dell’anno. Ci sono ritardi per qualsiasi cosa: quanti di noi non hanno maledetto il fumatore che fa l’ultimo tiro quando il capotreno ha già fischiato, la signora che non riesce a salire o i ritardatari dell’ultimo minuto? Però non si possono imputare a queste persone i ritardi di un’ora, due ed anche tre. A dicembre per vari motivi, ho viaggiato avanti ed indietro tra Roma, Napoli ed Amantea (e da qui a Campora S.G., ovviamente in macchina). Non c’è stata una volta che il treno abbia fatto meno di un’ora e mezza di ritardo. Il momento più eccezzionale è stato quando dovevo andare da Amantea a Napoli: arrivo in stazione e vedo che, stranamente, c’è un sacco di gente. Chiedo come mai e mi dicono che stanno aspettando il regionale per Cosenza che ha un ora e mezza di ritardo e quello che doveva passare un’ora dopo non era proprio arrivato. Alla fine io sono partito con un paio d’ore di ritardo e chi doveva andare a Cosenza se n’è andato a casa o ha preso la macchina perché i regionali non erano ancora arrivati. Qualche tempo fa ho visto un’ edificante inchiesta di La7 sugli sprechi del TAV. In studio c’erano il tribuno Di Pietro, Mauro Moretti, Pietro Lunardi (ex ministro delle infrastrutture e trasporti del secondo governo Berlusconi dal 2001 al 2006 e proprietario della Rocksoil, che fa gallerie, strade, ferrovie e ponti, do you know?). C’era anche l’ing. Ivan Cicconi che cercava di portare avanti un discorso su costi e benefici (se ci saranno) del TAV in maniera seria e puntuale, ma Ilaria D’Amico (la conduttrice) non gli lasciava lo stesso spazio che lascia a Massimo Mauro quando commenta le partite su Sky. Durante la trasmissione si alternano le discussioni tra gli esperti (tra cui Cicconi, appunto) e chi invece si difende sulle vari questioni tipo sicurezza e sprechi. Moretti dice le cose di cui sopra. Insiste con la manfrina che non si possono fare passare i treni in ogni paesino e che gli eurostar devono passare solo in cittadine di più di 60000 abitanti. Penso a questa affermazione, ci ripenso, ci ripenso di nuovo e poi ho l’illuminazione: in Calabria fermerebbero solo a Reggio Calabria e forse a Lamezia Terme, perchè c’è l’aereoporto. In Sicilia fermerebbero in qualche città in più, ma sfido chiunque a prendere un treno che va in Trinacria, onestamente io andrei a nuoto. Tra l’altro le ultime notizie parlano della possibile chiusura degli scali merci di Cosenza e di Lamezia Terme. Eppure per Moretti è tutto normale. Negli ultimi anni sono spariti i regionali e gli interregionali. Ovviamente i treni vengono soppressi senza preavviso. Il giorno prima fai il biglietto, il giorno dopo vai a prendere il treno che però non arriva più in quella stazione. A me è successo due volte, penso che ci sia ancora traccia tra i reclami fatti alle FS. Ah, utilissimi ed ascoltati i reclami! Con la mancanza di regionali è molto difficile raggiungere senza auto una stazione con 60000 abitanti attorno. La perla della trasmissione, però, è dell’ex ministro Lunardi. A parte che durante tutta la serata nessuno contraddice né Lunardi né Moretti e chi ci prova è stoppato dalla simpatica D’Amico. A sua discolpa va detto che non è facile passare dai campi di calcio al giornalismo d’inchiesta. La domanda è: perché lo fai? Comunque, dicevamo, la perla della serata è quella di Lunardi: Vediamo un morbido servizio sul fatto che una legge appoggiata proprio dall’ex ministro (tra i padri della famigerata legge obiettivo, quella dei general contractors) non obbliga a determinate norme di sicurezza nella costruzione delle galleria; ad esempio non è necessario fare una galleria per ogni senso di marcia(come in Spagna o Francia), oppure non è necessario che ci siano più uscite di sicurezza nelle gallerie. L’ex ministro dice che non è possibile tenere conto di ogni standard di sicurezza, altrimenti non si farebbe nulla (ricordo che Lunardi è quello che disse che bisognava convivere con la mafia, se no non si faceva nulla). Per esplicare la sua teoria, come esempio, usa il deragliamento. Dice che è un fatto raro e mica si possono spendere tutti quei soldi per una cosa del genere. Quando ci mettiamo in treno non dobbiamo avere questi cattivi pensieri, ma goderci il paessaggio. L’ultima straordinaria novità in ordine di tempo è la chiusura di parte delle linee da Lamezia Terme verso Reggio Calabria e la Sicilia, per manutenzione straordinaria. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, l’alleato nazionale (l’) Altero Matteoli che fine ha fatto? N.P. Non pervenuto. Certo s’era sbracciato tanto per promuovere la follia del ponte sullo stretto, ed ora? Sappiamo che Urso ha deciso che non era il caso di mettersi in viaggio con il brutto tempo, ma lui? Matteoli poteva farsi accompagnare dal figlio Federico, assunto come pilota nella nuova compagnia aerea italiana, CAI. I maligni dicono, grazie ad una graduatoria ad hoc che gli ha permesso di scavalcare altri piloti con maggiore anzianitá e diritti. Largo ai giovani. Altro non pervenuto sulla vicenda è il giovane ed amato sindaco di Reggio Calabria, Scopelliti, che ha, però, una scusante: è impegnatissimo ad imballare i Bronzi di Riace per il prossimo G8 e speriamo che Scajola non abbia il nucleare per quel periodo. Tra ponte, bronzi e treni, Scopelliti più che ricalcare le orme di Ciccio Franco sembra ricalcare quelle di Franco e Ciccio.
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