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Effetti collaterali dei mancati investimenti. Strage a Viareggio

July 4th, 2009
E’ più di un anno che mi accodo alle denunce scomode sulla sicurezza delle ferrovie italiane fatte da ferrovieri, macchinisti, pendolari e gente comune. In Fratelli di TAV, documentario sugli effetti collaterali dell’alta velocità, Sandro Targetti, ex ferroviere e sindacalista, dice con forza che in Italia si è smesso d’investire sulla manutenzione, e quindi sulla sicurezza ferroviaria, e si sono spostati quasi tutti gli investimenti sulle linea ad alta velocità. Targetti aggiunge: “Forse un passeggero che viaggia su una linea secondaria non ha il medesimo diritto alla sicurezza di chi viaggia sulla Firenze-Bologna?” e prosegue dicendo che se i soldi si spendono per le grandi opere e per i grandi interessi che ci stanno dietro non si spendono per comprare i locomotori, per comprare le vetture e per mettere i sistemi di sicurezza su tutte le linee, anche quelle più periferiche. Le stime sul costo del TAV, secondo Trenitalia, è di circa 48 miliardi di euro; secondo le nuove stime dell’ing. Ivan Cicconi, il costo sarebbe di più di 90 miliardi di euro. I vertici di F.S. hanno preferito minacciare Fratelli di TAV di querela, piuttosto che meditare su ciò che stavano facendo cioé sprecare denaro pubblico, mettendo a rischio la vita delle persone. Dante De Angelis, ferroviere, è stato licenziato per aver denunciato lo stato di abbandono e d’incontrollato degrado in cui versano le infrastrutture ferroviarie ed i treni che le percorrono. Mauro Moretti (a.d. Trenitalia) fa finta di niente e dà la colpa alle compagnie straniere che non rispettano gli standard di sicurezza italiani. Così come hanno fatto Bertolaso e Bocchino. Dal P.D.L., nelle prime ore dopo il disastro, qualcuno (Bertolaso e Bocchino compresi) ha cominciato a blaterare frasi sconnesse che riguardavano la scarsa sicurezza del trasporto su ferro del gas. “Forse – avranno pensato i due geni – potremmo rilanciare i rigassificatori”. Qualcun’altro deve, poi, aver detto loro di stare zitti e che, trasportare il gas su rotaia, è probabilmente il modo più sicuro. In tutto questo, nessuno ha detto (tranne Il Manifesto) che il gas serviva all’azienda di famiglia del chiacchieratissimo sottosegretario Cosentino: non era per uso domestico, ma industriale. Non possiamo dare la colpa alla famiglia Cosentino, ma sarebbe interessante sapere quanto e se risparmiano a trasportare il gas con l’impresa colpevole, secondo i suoi colleghi di partito, del disastro. Come ha subito detto Schifani: è il momento del cordoglio che, in questo paese, significa: “Non rompete le palle con indagini, inchieste dall’alto o dal basso”. Berlusconi dopo aver ballato tutta la mattina a Napoli con qualche sgallettata (un prova per un eventuale rimpasto di governo?) al premio per l’eccellenze napoletane, è stato contestato prima all’uscita del San Carlo e poi a Viareggio, ma ovviamente nessuno a messo in risalto la cosa, tranne Repubblica. In tutto questo marasma tra dolore, rabbia e contestazione, il ministro dei trasporti, Matteoli, dormiva. Lui, toscano, non ha sentito il bisogno di andare sul posto. E’ di Cecina in provincia di Livorno, Viareggio è in provincia di Lucca non saranno pisani, però… In parlamento ha parlato di fatalità, che è un pò quello che ho sentito dire per strada: “Le ferrovie sono malandate, però il carrello si poteva rompere in aperta campagna e non sarebbe successo nulla.”. No, non è così! Non è una fatalità! Perché un treno merci con quattro vagoni pieni di gas, passava in mezzo ad una cittadina con 64000 abitanti? Che ci faceva là? Chi ha il coraggio di farsi avanti e dire: “Non ci sono altri binari.”. Se anche fosse vero, sono stati costruiti tantissimi km di binari per il TAV e sono costati più di 32 milioni di euro a km. Perché non si è messa in sicurezza nessuna tratta merci con gli stessi soldi? L’attuale parco rotabile di F.S. non può neanche transitare su quei binari perché il voltaggio elettrico è diverso! Sono anni che i sindacati si sgolano, soprattutto Cobas ed ORSA. Moretti, in un’intervista a Repubblica del giorno dopo la strage, non li ha neanche definiti sindacati, dicendo che non rappresentano nessuno. Come si vede che non ha idea dell’azienda che dirige! Oppure è in malafede. Dovrebbe dimettersi (chissà poi chi ci metterà ‘sto governo di arraffoni, qualcuno peggio si troverà) ed avrebbe dovuto dimettersi anche Matteoli, non fosse altro per un moto d’orgoglio, di dignità, ma forse chiedo troppo, in totale ci saranno solo una trentina di morti, che sarà mai in confronto al terremoto d’Abruzzo? Due brevi incisi: le ferrovie cominceranno la privatizzazione nel 2011, quindi mettere qualcuno più accondiscendente di Moretti potrebbe essere un vantaggio per gli acquirenti. I continui incidenti e ritardi non faranno alzare il prezzo di vendita, né stracciare le vesti ai tanti cittadini che avrebbero, magari, paura della privatizzazione. Moretti è uno degli autori della scomparsa del capostazione, in molte stazione medio-piccole: se non era per il capostazione di Viareggio che ha fermato due treni passeggeri che arrivavano in stazione, probabilmente staremo qui a parlare di qualcos’altro. Claudio Metallo
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