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Gaza senza tregua

February 11th, 2009
Quella che altrove chiamano tregua non ha un vero significato nella striscia palestinese. Un milione e mezzo di persone vagano fra le macerie come fantasmi, in attesa di un segnale che permetta loro di avviare l’ennesima ricostruzione. Un ciclo interminabile di morte e disperazione in una terra debilitata da due anni di embargo totale. A Gaza insieme a 1500 persone è morta anche la speranza. Si può leggere negli sguardi delle donne e degli uomini, spenti dall’enormità del dramma che su di loro si è abbattuto. A chi rivolgere la propria fiducia? Certamente non alle fazioni politiche, in continuo conflitto fra loro anche nei momenti più devastanti della guerra. Sicuramente non alla comunità internazionale, occupata in un peloso esercizio di equidistanza – nel più “onesto” dei casi – davanti agli effetti sconvolgenti di una strage asimmetrica. Sono visibili ovunque tracce di armi terribili come il Fosforo bianco – il cui utilizzo non è permesso in aree densamente popolate e come ha denunciato Amnesty in questo articolo- e di ordigni sperimentali e terribili come il D.I.M.E. Gaza continua ad essere sigillata in un morsa impietosa, sconfitta una volta ancora dall’indifferenza del mondo intero. Restando in silenzio ognuno di noi è complice di questo crimine contro l’umanità. [slideshow=25]
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