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Il governo contro il Sud

Nell’ aprile del 2008, all’età di 72 anni, Silvio Berlusconi ridiventa presidente del Consiglio. Vince le elezioni sull’onda della cattivissima pubblicità fatta dai media al governo Prodi, favorita dalla variegata composizione della coalizione che lo sosteneva. Si capisce subito che l’ennesimo governo del Papi sarà un governo antimeridionale. L’asse portante della coalizione è quello tra Bossi e Tremonti: due noti amici del Nord. Fini viene relegato al ruolo di presidente della camera, a fare il poliziotto buono, lasciando a quello cattivo il controllo del governo. L’impressione è, come direbbe Michael Corleone ne Il Padrino parte II, che siano due facce delle stessa ipocrisia. Una delle prime operazione del governo è quella di abolire l’ICI. Per i soldi non c’è problema! Li hanno presi, ad esempio, dai finanziamenti dell’autostrada delle Serre calabresi che chissà quando si farà. Tanto ‘sti terroni voteranno comunque per noi, lì si vota solo per clientela. Di seguito con la riforma (o meglio i tagli) Gelmini -Tremonti viene smantellata la scuola pubblica. Un baluardo già seriamente compromesso negli anni passati, ma che garantisce l’educazione ed i modelli chiave per il futuro di chi la frequenta. Ovviamente i soldi pubblici per le scuole dei preti si trovano, in questo caso non viene toccato quasi un euro. La Gelmini ha una fulgida carriera politica: arriva al ministero dell’istruzione dopo aver presieduto il consiglio comunale di Desenzano sul Garda. Non sa parlare italiano e neanche leggerlo, lo dimostra quando nel suo discorso alla camera, mentre legge quello che qualcuno gli ha scritto sulla ‘sua’ riforma, trasforma la parola ègida in egìda. L’emozione! In tutto questo tourbillon d’imbecillità, non poteva mancare la parola conciliante di Bossi, che disse che i porfessori del Sud devono andarsene dal Nord, perché sono degli ignoranti e creano problemi agli studenti padani. Poi abbiamo scoperto che il figlio di Bossi è stato bocciato per la terza volta all’esame di maturità. Come si dice a Roma (ladrona), forse gli rodeva un pò. L’Einstein padano seguirà, a quel che si dice, le orme del padre.  La mediocrità dell’uomo  e dello studente non è in discussione. Ritornando alla riforma Gelmini-Tremonti, contestatissima dal mondo della scuola e dell’università, essa si aggiunge al disastro del federalismo fiscale voluto, sempre, dalla Lega Nord che si abbatterà come una mannaia sul Meridione. In molti pensano che con il federalismo si dovrà stringere la cinghia e i politici locali saranno costretti ad imparare ad amministrare. Secondo me, i nostri politici con i quattro soldi che rimarranno continueranno a comprarsi voti e gente, aumentando la dipendenza della persona dalla politica. Inoltre è vergognoso che un paese di emigranti da Sud a Nord possa pensare ad una legge che fa mantenere, nelle casse delle regioni, le tasse pagate sul suo territorio. Gli emigranti già di per sé contribuiscono con il loro lavoro, pagando affitti vergognosi e da usurai, al benessere della regione che li accoglie, spesso male ed a pesci in faccia. Questo federalismo metterà in seria difficoltà la sanità pubblica, la scuola, l’università, la cultura e tutte le infrastrutture delle regioni meridionali. Pensiamo solo al fatto che le regioni devono pagare i trasporti regionali ad F.S.. Secondo L’Espresso, la Calabria investe zero nel trasporto su ferro. In questo quadro, che si prospetta ancora più disastroso, vengono stanziati fondi per ingrassare Impregilo con la promessa dell’inizio della cantierizzazione del fantomatico ponte sullo stretto. Soldi dati all’ impresa che più di tutte a contribuito ad arricchire la criminalità organizzata ed a devastare il territorio italiano con il TAV. Impregilo, sotto il nome di FIBE, è anche protagonista dell’affaire monnezza di Napoli. Infatti le ecoballe e gli inceneritori sono opera dei solerti imprenditori della cordata. Silvio arriva a Napoli e risolve il problema! Sfido chiunque ad andare nel capoluogo partenopeo e dire “però, ha risolto il problema!”. Solo chi è in malafede o per convenineze personali può farlo. Comunque, nessun giornalista RAI o Mediaset s’è domandato: ma come mai, un business controllato dalla camorra, diventa un problema con Prodi e viene ‘risolto’ da Berlusconi? Mistero della fede. Tra un compleanno e l’altro, il premier e il fido Bertolaso, fanno aprire la discarica di Chiaiano: un’operazione vergognosa e senza precedenti. La cava dove va buttata la spazzatura (tutta mischiata, alla faccia della differenziata) è a due metri in verticale dall’ospedale Monaldi, che cura le malattia respiratorie ed i tumori. L’ospedale è stato costruito durante il fascismo, in mezzo al verde, per favorire la guarigione dei pazienti. Adesso coi miasmi della monnezza di sicuro la salute ne guadagnerà. Inoltre, la zona individuata per la discarica costituisce il polmone verde di ricarica ambientale della città di Napoli, che viene pressata dall’avanzare della provincia e dalla conseguente cementificazione. Era una gronda verde. Basta vedere una qualsiasi cartina di Napoli  per rendersene conto. Da ricordare che oltre al Monaldi, in zona discarica c’è anche il Cardarelli. Vorrei aggiungere che il problema dei rifiuti, nel mondo e non solo a Napoli, si risolve differenziando, riciclando e riducendo gli imballaggi, la plastica e qualsiasi altro materiale inutile o non indispensabile che usiamo nella nostra vita quotidiana. Dopo più di un decennio di amministrazione di centrosinistra, in Campania comincia ad esserci qualche crepa ed il centrodestra, guidato da un personaggio molto, molto, molto chiacchierato è riuscito a conquistare la provincia di Napoli per demeriti degli avversari. Il quadro edificante si chiude con la proposta di modifica del 41 bis del ministro Alfano, che ci sta facendo rimpiangere il caro vecchio Mastella. La modifica prevede di far diventare il 41 bis un provvedimento che si può affibbiare una volta sola senza bisogno di farne continua richiesta. D’ora in poi, gli uomini di giustizia non faranno continua richiesta del rinnovo del provvedimento. In realtà, in questo modo sarà molto più facile chiederne il ritiro da parte dell’avvocato del mafioso di turno. Basta fare il ricorso e se un giudice è distratto, spaventato o corrotto, il carcere duro salta per sempre. Prima, invece, il provvedimento si doveva rinnovare dopo qualche mese, in modo che l’avvocato era quasi impossibilitato a compiere le varie procedure per chiederne l’annullamento. Odio il carcere e mi sembra più che un luogo di risocializzazione o rieducazione (termini di staliniana memoria), un luogo dove lo Stato si vendica di chi non ha seguito le sue regole, però un mafioso è un mafioso e non è uno che ha rubato per fame o fumato due canne. Il Sud è usato come merce di scambio. Anche nella squallida vicenda di Casoria, come in quella dell’indagine della procura di Bari, c’è qualcosa che ricorda i momenti più bui della storia dell’uomo, roba da Medioevo, per intenderci: questo Sud dove si mandano a governare viceré(vedi Lombardo) e mafiosi, dove si procacciano giovani vergini per il sollazzo del capo. La mia domanda, quella che da un pò circola su Cultura Calabrese è: i parlamentarti meridionali che sono stati nominati da Papi (anche loro lo chiameranno così?) e poi eletti nel PDL, cosa fanno? Mentre succedono queste cose, che pensano? Dormono tranquilli? Con quale faccia i candidati del PDL si presentano per amministrare regioni, città, province e paesi del Sud? Soprattutto con quale faccia la gente li vota?

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