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Le comunita’ campesine dell’Ancash in lotta per la difesa del proprio ecosistema

Riceviamo  da amici mediattivisti e pubblichiamo questi due articoli. Parlano delle lotte in difesa dell’acqua in Perù nella regione dell’ Ancash. In fondo agli articoli aggiungiamo qualche links…buona lettura. Da ormai cinque giorni la regione dell’Ancash, nel Peru’ andino, sta lottando contro la contaminazione delle proprie riserve acquifere. Le cmunita’ campesine si sono ribellate alle licenze concesse dal governo centrale ad una impresa mineraria canadese per l’apertura di una miniera nell’area della laguna di Conococha, a causa delle gravissime ripercussioni ambientali che provocherebbe la contaminazione dell’acqua della laguna stessa. L’estrazione di metalli pesanti, in particolar modo di oro (di cui e’ ricca la zona) provoca infatti il rilascio di sostanze altamente inquinanti (cianuro, mercurio, piombo…)che contaminerebbero il bacino idrografico della laguna, da cui nascono i fiumi bolognesi, fortaleza e il fiume santa, principale corso d’acqua della regione, che con i suoi 170 km l’attraversa per tutto il suo corso fino a sfociare nell’oceano pacifico. Inutile dire quanto questo danneggiarebbe le comunita’ locali, dedite principalmente ad agricoltura e pastorizia. Tutto inizia nel 2006, quando l’impresa mineraria canadese Barrik inizia ad interessarsi all’area, presentandouna richiesta per lo sfruttamento di 900 ettari di terreno nell’area lagunare. L’anno successivo il progetto sfuma a causa dell’opposizione delle comunita’ autoctone, preoccupate per i danni ambientali e l’esproprio delle terre di contadini e pastori. Nel 2010 il progetto riparte, sotto la copertura di un impresa minore, la mineraria Centauro, di proprieta’ della Barrik stessa, che attraverso ingenti tangenti riceve le autorizzazioni necessarie dal Ministro dell’Energia e Risorse Minerarie Pedro Sancez, dal Ministro del Medio Ambiente Antonio Barack e dal Presidente del Governo Alan Garcia, ma senza mai ricevere l’autorizzazione delle comunita’ locali, in particolar modo del Parco Nazionale del Huascaran, come la legge richiederebbe. Di fronte a questi sopprusi la comunita’ campesina di Catac convoca uno sciopero preventivo pèr il 5 di dicembre, con l’intento del blocco pacifico della strada nazionale n.9, principale via di comunicazino della regione. Alle prime luci dell’alba, quando i cittadini iniziano il blocco, vengono sorpresi da uno squadrone di 200 agenti delle forza speciali della polizia, che dopo violenti scontri si ritira lasciando sul posto un morto (colpito al cranio da un proiettile) e diversi feriti, uno in gravi condizioni, tra i manifestanti. Il blocco preventivo si trasforma in blocco ad oltranza, le diverse comunita’ della zona (Callejon del Huaylas) si uniscono alle comunita’ di Catac e Conococha e nei seguenti giorni i blocchi stradali si moltiplicano fino a raggiungere la capitale regionale, Huaraz, dove le universita’ (studenti e docenti), i sindacati e le associazioni di categoria si uniscono ai blocchi, e dove da due giorni si registrano violenti scontri con la polizia, causando molti feriti e 35 detenuti. Il 10 di dicembre anche la citta’ costiera di Chimbote, alla foce del fiume Santa, si solleva in solidarieta’ dei compagni ancashini. Le rivendicazioni dei manifestanti sono l’immediata uscita dalla regione della compagnia mineraria, gia’ istallatasi sul luogo e tutelata da un corpo di agenti speciali, e l’apertura di un inchiesta che acclari le circostanze della morte di Muñante Cadillo Vergara. Il governo e la polizia dichiarano infatti che non sono mai stati usati proiettili veri, ma solamente munizioni di gomma, di fronte ad un morto ed un ferito da arma da fuoco. Il blocco durera’ ad oltranza, di forma pacifica, almeno fino a quando i comuneros non otterranno un incontro per dialogare con i ministri coinvolti, che fino ad ora rifiutano di concedere salvo la previa interruzione della protesta. Ma i campesiños non si fidano delle promesse dei politici corrotti, e non abbandoneranno la lotta fino al riconoscimento delle proprie rivendicazioni. I contadini sono speranzosi che per i primi giorni della prossima settimana si possa svolgere qesto incontro, nel villaggio di Catac, e veder riconosciute le proprie rivendicazioni. Nel frattempo nella giornata di oggi, 11 dicembre, si e’ svolto il funerale del comunero assassinato dalla polizia, a cui ha preso parte tutte le comunita’ locali, con delegazioni di molti comuni della valle, che sono venute camminando per molti km lungo la strada bloccata. CGM Catac, 11 dicembre 2010, Ancash, Peru’  LA LAGUNA DI CONOCOCHA E’ SALVA Dopo otto giorni di protesta, giunge al fine il blocco generallzzato della ragione di Ancash. Da questa mattina i responsabili delle comunita’ campesine di Catac, di Recuay e di tutte le comunita’ in lotta della regione dell’Ancash si sono uniti in assemblea per valutare come agire in seguito ad un comunicato del Governo Centrale e del Ministero dell’Energia e Risorse Minerarie che dichiarava la revoca delle licenze concesse alla impresa mineraria Chancadora Centauro S.A.C. Dopo lunghe ore di assemblea, grazie anche all’assistenza di diversi rappresentanti legali venuti dalla capitale di regione, Huaraz, e dalla capitale Lima, sono giunti alla conclusione di sospendere il blocco per un lasso di tempo di cinque giorni, per poter instaurare un tavolo di dialogo con il Governo e i Ministeri coinvolti. I comuneros festaggiano con gioia questo storico trionfo, vedendo finalmente riconosciuta almeno la prima delle loro istanze, ossia il ritiro immediato dell’ impresa Centauro dal territorio regionale. La laguna di Conococha e tutto il suo bacino idrografico sono salvi, almeno per il momento. Ma le comunita’ contadine non si fermano, e nei prossimi cinque giorni dovra’ aver inizio una tavola di dialogo per veder riconosciuti tutti i punti della loro risoluzione, e non temono di dover un’ altra volta mettersi sul piede di guerra nel caso i politici e il Governo non mantengano le promesse date. Oltre al ritiro della compagnia mineraria i comuneros esigono che la zona della laguna sia dichiarata intoccabile, per evitare che una nuova compagnia mineraria possa avanzare pretese in futuro.Pretendono inoltre giustizia sulla morte del compagno Mañante Cadillo Vergara, chiedendo la destituzione immediata del capo della polizia dell’Ancash, responsabile della morte del compagno, nonche’ l’identificazione e la sanzione del o dei responsabili effettivi di questa morte, ossia di chi sparo’ uccidendo Muñante e ferendo gravemente il compagno Guilber Vargara Perez (studente dell UNASAM), tuttora ricoverato in ospedale. Pretendono inoltre un indennizzo per i familiari della vittima, a carico della Chancadora Centauro, responsabile di tutta questa vicenda, nonche’ un interrogazione parlamentare da parte dei rappresentanti della regione Ancash per acclarare le responsabilita’ da parte del Ministro dell’Interno e del Ministro dellEnergia e Risorse Minerarie durante i giorni del conflitto. Dopo piu’ di una settimana di lotta si aprono quindi le trattative, con i comuneros fiduciosi che non ci saranno ripercussioni politiche nei confronti dei rappresentanti del volere popolare e dei comitati studenteschi universitari. In caso che queste condizioni non vengano rispettate, tutte le comunita’ campesine della regione sono pronte a tornare in strada per dimostrare che EL PUEBLO UNIDO JAMAS SERA’ VENCIDO. Per il momento la vita torna lentamente alla normalita’, mentre i macchinari della Centauro si preparano ad abbandonare la Regione. E’ una grande pagina di storia per Ancash, per una nazione come il Peru’, troppe volte violentata dalla corruzione e da interessi di imprese straniere , e per tutta Latinoamerica. Link
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