Grande successo della manifestazione di Amantea!

Posted under Local news by Kioshi on Sunday 25 October 2009 at 1:58 pm

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Ecco alcune delle foto della manifestazione di Amantea del 24/10/09!

Circa 40000 persone hanno partecipato alla manifestazione di oggi per chiedere la bonifica immediata dei siti inquinati e radioattivi della Calabria: da Crotone ad Amantea. Inoltre è stata forte la partecipazione dei pescatori di Cetraro, colpitissimi da questa situazione, e di alcuni dei familiari delle vittime della Marlane di Praia a Mare.

Il Sud (solo soletto) ha risposto alla grande alla chiamata del comitato Natale De Grazia: da Chiaiano alla rete No Ponte.

Il prossimo appuntamento è il 19 dicembre a Villa San Giovanni per dire no al ponte sullo stretto.
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info: calabria.indymedia.org


Sulle navi a perdere e la Calabria radioattiva

Posted under Local news by Kioshi on Monday 5 October 2009 at 2:13 pm

Il 1982, Giuseppe Nirta, reggente del territorio di San Luca, ha un’ illuminazione: i rifiuti si possono trasformare in oro! Il capocosca venne contattato dall’ allora onorevole Vito Napoli, per conto di Nello Vincelli (sottosegretario ai trasporti) che agiva su mandato del ministro della Difesa socialista Lelio Lagorio. A Nirta fu chiesto di smaltire illecitamente rifiuti per conto di imprese italiane che non sapevano dove mettere e dopo aver avvelenato i lavoratori, avevano deciso di eliminare il materiale senza spendere una lira. Da qui parte il memoriale del pentito Francesco Fonti, colui il quale ha rivelato i metodi di occultamento dei rifiuti utilizzati dalla ‘ndrangheta, il pentito che ha fatto ritrovare la nave affondata a largo di Cetraro. Il memoriale di Fonti (pubblicato a stralci su L’Espresso del 9 giugno 2005) spiega per filo e per segno, tutta la rete composta da servizi segreti, faccendieri (o stakeholder), politici, industriali e mafiosi coinvolti nello smaltimento. Ci racconta come la strada per Bosaso, in Somalia, quella su cui stava indagando Ilaria Alpi con l’aiuto del suo operatore Miran Hrovatin, sia stata costruita da 300 imprese italiane che vi hanno interrato rifiuti tossici e nocivi dal primo all’ultimo metro.
Sempre nello stesso memoriale, Fonti, ci racconta che all’inizio i capi della varie famiglie di ‘ndrangheta, non volevano i rifiuti nelle loro terre, ma poi, si sa, il denaro fa miracoli. Oltre alla scoperta delle navi a perdere che erano, ormai, un segreto di pulcinella, da qualche mese si discute (solo in Calabria, si badi bene) dei rifiuti provenienti dalla Pertusola Sud, usati per costruire mezza città di Crotone, comprese scuole e case. Inoltre, qualche settimana fa il sindaco di Cosoleto (RC), Angelo Surace, ha denunciato pubblicamente che nel suo paese si ammalano di tumore troppe, troppe persone. Cosoleto si trova in Aspromonte ed anche lì, gli uomini d’onore (sic!) avrebbero interrato rifiuti tossici, da qui l’aumento esponenziale di neoplasie.
Questa è la triste fotografia della Calabria in questo momento. Bisogna dare atto all’assessore all’ambiente Silvio Greco di provare a risolvere la questione, cioè bonificare le aree dove è stata già rilevata una forte radioattività: nella zona dello spiaggiamento della Jolly Rosso, altra nave a perdere, si dice colma di bidoni tossici, mai ritrovati, c’è un tasso di radioattività cinque volte superiore alla media ed i tumori tirodei sono in aumento continuo. Quindici anni di denunce non sono serviti a niente. Addirittura la società Messina, proprietaria della Jolly Rosso e della Cunski (probabilmente, la nave trovata a largo di Cetraro) ha querelato Francesco Cirillo: un giornalista che ha seguito la vicenda dal lontano 1991, anno dello spiaggiamento della Jolly, a differenza di altri giornalisti che rivendicano per se i meriti dello scoop. Cirillo si domanda che armatori (e che uomini) siano questi della Messina ed è una domanda più che leggittima visto ciò che sta venendo fuori dalle indagini. Ovviamente i solerti media nazionali, compreso il tanto difeso TG3, hanno fatto in fretta a dimenticarsi di una terra che si ritrova, senza mai aver avuto un’industria di livello nazionale, radioattiva per l’inabissamento delle navi, tossica per le case costruite con rifiuti e piena di gente che muore di tumore.
Dicevamo che la Regione ha stanziato 70000 euro per ritrovare il relitto a largo di Cetraro e non ha i soldi per bonificare le aree in questione (compreso Crotone e Cosoleto), anche se in qualche modo bisognerà trovarli. Il denaro è stato chiesto al ministero dell’Ambiente e più in generale al governo. La risposta di questo governo ‘del fare’ è stata quella di non concedere neanche un incontro, fino a ieri, né all’assessore all’ambiente, né al presidente della regione e neanche al comitato civico Natale De Grazia (capitano di corvetta avvelenato mentre indagava sulle navi affondate nel mediterraneo). Il Ministero degli Interni, che insieme alla Marina fin’ora non hanno mosso un dito, per bocca di Francesco Nitto Palma, sottosegretario agli interni calabrese eletto nel PDL, fa sapere che “prima di parlare di bonifica serve solidità investigativa, non si possono sprecare i soldi della comunità”! Il caro Nitto Palma è ancora lì, non si è dimesso e non è stato preso a calci nel sedere da nessun parlamentare calabrese del suo partito. Visto che la competenza è anche del ministro Maroni, si poteva inventare la scusa che fossero stati dei rumeni ad affondare la nave, magari avrebbe almeno detto qualcosa, ma visto che i fatti in questione non sono avvenuti sul quel ramo del lago di Como, ma in mezzo a quattro terroni zozzi e per di più calabresi si può rispolverare un motto tanto caro a molti uomini di questo governo e di questa maggioranza: “Me ne frego!”.
Dal canto suo il ministro dell’Ambiente, a proposito di spreco di risorse della comunità, è inquisito per peculato: la Prestigiacomo, forse il ministro più incompetente (dopo la Gelmini) di questo governo cialtrone, avrebbe fatto shopping con le carte di credito del ministero! Penso che ogni commento sia superfluo. Ad Amantea e nel comprensorio, intanto proseguono iniziative di vario tipo in preparazione della manifestazione nazionale del 24 ottobre. Il quattro ottobre, in un’affollata e partecipata assemblea, si è discusso a lungo delle possibilae soluzione di questo problema che si chiamano bonifica senza se e senza ma.  Io credo, però, che bisognerà fae anche chiarezza su cos’è successo in questi anni per far diventare la Calabria una pattumiera e penso che la lezione da imparare debba essere quella di partecipare di tenere alta la guardia. All’assemblea è venuto finalmente fuori anche il nome di Giorgio Comerio, un personaggio legato ai Servizi che aveva inventato un sistema di interramento dei rifiti, certificato dall’OCSE, che si chiamava Oceanic Disposal Management che consisteva nell’infilare i rifiuti in dei siluri e spararli nei fondali marini. Sul suo sito c’era anche una mappa con i fondali più adatti (il migliore era quello della Sierra Leone). A casa di Comerio sono state trovate le carte con i possibili luoghi degli affondamenti delle navi ed in più il certificato di morte di Ilaria Alpi. C’è un mandato di cattura su di lui, ma l’imprenditore è irreperibile, si dice sia in Sudafrica, così potrà godersi anche i mondiali. Pare che nessuno lo stia cercando, in effetti non è un pericoloso terrorista come Cesare Battisti, ma solo un semplice imprenditore.


Cara 'ndrangheta

Posted under Local news by Kioshi on Saturday 26 September 2009 at 1:36 pm

Pubblichiamo un bellissimo articolo di Claudio Dionesalvi sulla questione delle navi a perdere: un nuovo scandalo sullo smaltimento illegale di rifiuti tossici che dopo più di vent’anni d’inchieste dal basso (vedi http://scirocco.blog.tiscali.it/) ha attirato l’attenzione dei media main stream, ma non quella del ministero dell’ambiente!

v’invitiamo, anche, a leggere la future su Indymedia Calabria (http://www.calabria.indymedia.org/article/3890)

Navi radioattive e rifiuti tossici
MA CHI TE L’HA FATTA FARE!?!
Lettera aperta alla mafia calabrese

Cara ‘ndrangheta,
cercavo un interlocutore serio nella società “civile”. Non l’ho trovato. Allora ho deciso di indirizzare direttamente a te questa lettera aperta, perché tanto non servirebbe a niente scrivere ai politici calabresi o alle istituzioni dello Stato. Tu perlomeno sei un’entità concreta. Loro, invece, sono soltanto una comoda e vorace finzione che si agita nella mente di tantissimi elettori.
Come saprai, da qualche mese i mezzi d’informazione sostengono che la Calabria negli ultimi decenni sarebbe stata vittima di un attacco nucleare. Mi riferisco alla famigerata inchiesta sulle “navi a perdere”. Che strano! Il ministero della Difesa non si è ancora mobilitato. “Porta a porta” non ha dedicato una sola puntata a questa terrificante storia che, se fosse confermata in tutti i suoi dettagli, rappresenterebbe la pagina di storia d’Italia più oscura dalla nascita della Repubblica. Chissà come si sarebbero comportati i mezzi d’informazione e il governo se questi presunti ritrovamenti di scorie tossiche o radioattive fossero avvenuti davanti le coste della Toscana?!
Anzitutto, una precisazione. Io non c’entro nulla con una certa “sinistra” che da sempre è convinta di poter risolvere i problemi del mondo a suon di manette, ma poi grida al complotto quando è lei stessa a finire nei guai giudiziari. Provengo da una sinistra che ha pagato prezzi altissimi per mano dei magistrati italiani. Ecco perché rimango garantista, e quando un pentito lancia accuse, non credo ad una sola delle sue parole, almeno fino a quando non si trovano riscontri oggettivi, “al di là di ogni ragionevole sospetto”.
Detto questo, cara ‘ndrangheta, vorrei capire come sia possibile che tu abbia potuto nascondere tonnellate di rifiuti nocivi nel “giardino” di casa tua. Mi sembra un controsenso. Un tempo, forse, eri “onorata” società. Pare che tu avessi addirittura codici e regole. Ormai è risaputo che esisti e trascini dietro di te tanti giovani per un motivo solo: mangiare! Cioè, curare i tuoi interessi. Quindi niente valori! Nessun principio. Però stupida non lo sei mai stata.
Scusa ‘ndrangheta, la questione è la seguente: da anni si dice che avresti aiutato criminali senza scrupoli ad affondare navi tossiche e radioattive nei mari calabresi. Adesso se ne sono accorti persino i procuratori della Repubblica e le redazioni dei grossi giornali italiani. Domanda: chi te l’ha fatta fare? Perché il problema è che pure tu ed i tuoi figli vivete qui, cara ‘ndrangheta. Quindi, mangiate quel pesce e fate il bagno in quei mari, gli stessi in cui ci bagniamo noi poveri fessi. Però, a causa della radioattività, pure tu ed i tuoi sacri figli morirete di cancro. Quindi non “mangerete” più. E anche se non vi ammalaste voi, comunque potrebbe capitare ai figli dei vostri figli, perché certe sostanze liberate nell’ambiente, avvelenano la natura per sempre.
Tu sai bene che i morti morti non hanno potere, ma i morti viventi sì. Per loro, almeno, la sofferenza è un fatto di convenienza. Lo hanno capito i tuoi boss che negli ultimi trent’anni sono diventati kamikaze: accettano in silenzio di vegetare per tutto il resto della loro vita in carcere, sotto tortura, in regime di 41 bis, pur di consentire a mogli, figli e nipoti di sopravvivere fuori. Sì, più o meno come quelli che si imbottiscono di tritolo e saltano in aria, in Iran ed in Afghanistan: scelgono di morire, in cambio dei soldi che le organizzazioni mandanti degli attentati elargiranno ai loro familiari dopo che avranno compiuto la missione assegnata. Ogni sacrificio comporta un beneficio. Ma sul Tirreno cosentino mi pare che i benefici siano scarsi e troppo alto è il sacrificio!
È vero: non sei solo tu, cara ‘ndrangheta, a seguire la strategia del silenzio e della sofferenza. In Calabria, è comportamento quasi unanime. Sempre a proposito di Jolly Rosso, Cunsky e navi dei veleni… lo sapevano tutti! Ne erano consapevoli uomini operanti nelle Capitanerie di porto, nei tribunali, nelle amministrazioni comunali; persino tanti semplici appassionati del mare che nell’attraversare in barca il tratto antistante Cetraro, vedevano impazzire gli strumenti di bordo. Però quasi tutti tacevano. Perché s’è tentato di tenere in equilibrio omertà e spirito di sopravvivenza: “mettiamo a tacere tutto, altrimenti i turisti scappano, qui non viene più nessuno a villeggiare”. Insomma, meglio morire di cancro che di fame! È la medesima mentalità ottusa che abbiamo ereditato dalle generazioni che ci hanno preceduto. Gente che ancora si ostina a sbraitare: “Ai miei tempi…”. Sono gli stessi “cittadini onesti” che, in nome delle proprie eterne abitudini, rifiutano qualsiasi cambiamento positivo. Sono quelli che pur di non fare la raccolta differenziata dei rifiuti, lanciano la spazzatura dal finestrino della propria automobile in corsa. Quelli che la scorsa estate si lamentavano perché il mare è sporco, ma in cambio della pagnotta continuano a mandare certa gentaglia a governarci. Quelli che nel loro piccolo non fanno niente per costruire un’altra Calabria.
Esimia ‘ndrangheta, tu meglio di me sai che dalla società “civile” non arriverà alcun cambiamento perché è troppo schiava di quei politici che oggi hanno la faccia tosta di scrivere interrogazioni parlamentari sulle navi radioattive, pur essendo loro stessi artefici di questa palude chiamata Calabria.
Ma la frittata è fatta. Se anche quelle navi affondate risultassero cariche di patate fritte e se sotto il fiume Olivo gli esperti trovassero tracce di una spedizione extraterrestre, ormai il mondo sa che la Calabria è radioattiva. Smentire la notizia non servirà a nulla. Chiuderanno alberghi, lidi e ristoranti. Le nostre coste diventeranno un deserto.
Dunque, cara ‘ndrangheta, troviamo un accordo. Tu che possiedi potenti mezzi, dacci una mano. Facciamo tutti insieme una bella colletta, noleggiamo noi una nave specializzata, assumiamo scienziati ed esperti e cerchiamo di ripulire mari e fiumi dai rifiuti tossici e radioattivi o da qualsiasi cosa sia stata gettata lì sotto. Ma facciamolo subito, perché se aspettiamo i tempi dei tribunali e degli enti locali calabresi, moriremo tutti di cancro. E con noi moriranno pure la nostra terra e i tuoi figli. O no?

da Appunti di Sopravvivenza, settembre 2009
sui 105,700 di Radio Ciroma
www.ciroma.org
Claudio Dionesalvi


Diritto alla mobilità e Trenitalia non vanno d'accordo.

Posted under Local news by Kioshi on Tuesday 26 May 2009 at 5:57 pm

Continua lo smantellamento della rete ferroviaria in Calabria ed in Sicilia (quest’ultima non ha mai avuto dei collegamenti degni di questo nome). E’ un tema che trattiamo spesso, ma probabilmente dopo le minacce degli avvocati di Ferrovie per Fratelli di TAV, mi sono un pò incarognito! Mauro Moretti (a.d. di Trenitalia), secondo La Gazzetta del Sud del 15 maggio 2009, punta ad eliminare entro il 2011 tutti i collegamenti notturni per Calabria e Sicilia. Mentre infuria la campagna elettorale per le provinciali di Cosenza e le Europee, veniamo a sapere queste notizie dalla Gazzetta e non dai nostri candidati. Ovviamente, nessuno può aspettarsi dalle Ferrovie una comunicazione chiara e netta sulla questione, visto che il sito viene usato solo per pubblicizzare le attività del gruppo che appaiono tutte straordinarie.
Moretti non ha nessuna intenzione di fare chiarezza su quale sarà il futuro del trasporto ferroviario al Sud. Non penso possa essere sufficiente un Eurostar Fast per risolvere il problema della mobilità e garantirne il diritto. Inoltre, è tradizione non avvertire i passeggeri che si svegliano un giorno convinti che c’è un treno che li porterà a lavoro, a casa o in vacanza ed in stazione trovano la sorpresa della soppressione dello stesso. In questa campagna elettorale nessun politico calabrese si è messo in mostra per aver difeso le ferrovie regionali. Ad Amantea, c’è una stazione appena ristrutturata. Peccato che sia difficile avere anche una semplice informazione, comprare il biglietto (siamo costretti, quindi, a pagare il diritto di agenzia nei punti vendita autorizzati), nonché prendere un treno nell’ orario previsto. Mi chiedo: cosa fanno questi politicanti (per alcuni è difficile anche mettere in fila due parole in italiano) durante l’anno? Spuntano fuori solo alle scadenze elettorali! Dov’erano quando 1500 sbirri in assetto antisommossa hanno sgomberato 500 invalidi dall’ Istituo Papa Giovanni di Serra D’Aiello, senza neanche avvertire i parenti, in una straordinaria operazione di polizia che ha ricordato quella della scuola Diaz, per fortuna solo nella stupidità e nella violenza morale e non in quella fisica. Dov’erano i candidati alla provincia? Ed i candidati alle Europee? Chi lo sa, batta un colpo, possibilmente senza retorica da quattro soldi. Nessuno parla di trasporto pubblico. Probabilmente, se avessi anch’io un paio di portaborse (per usare un termine meno volgare del più appropriato “leccapiedi”), non mi preoccuperei. Visto che non è così (ma chi li vuole?), sono costretto a viaggiare con tante altre persone che subiscono gli stessi disservizi. Per di più Ferrovie cerca pure di querelarmi! Il mio attacco ai politici non è qualunquismo. Capisco che in questi anni il voto è uno strumento in più contro il Re Mida all’incontrario che ci governa, cioè Berlusconi. Penso che chi fa politica tutto l’anno non ha bisogno di trovare legittimazione andando a votare. Inoltre il voto delle persone oneste è una goccia minuscola nel mare, in posti dove si vota solo per clientela. Il 7 maggio è arrivato in senato il ddl 1195 “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”. Come succede sempre con questo governo, in questo ddl c’è stato infilato di tutto. Due parlamentari di Berlusconi (proprio di sua proprietà, come gli altri), Cursi e Vetrella, hanno inserito una serie di emendamenti che, di fatto, salvaguardano il monopolio di FS. Senza dilungarmi troppo, in due parole: gli emendamenti prevedono che FS/Trenitalia deciderà quale prezzo far pagare all’impresa che vorrà acquistare il diritto di far viaggiare i suoi treni sulle linee regionali o nazionali. Personalmente, sono contrario alle privatizzazioni e tra l’altro, l’esperienza di apertura ai privati delle ferrovie inglesi dovrebbe essere d’insegnamento: si sono trasformate in qualcosa di estremamente inefficiente e pericoloso per i passeggeri e per i lavoratori. Questo processo d’involuzione è già cominciato anche in Italia, ad esempio con lo “spezzettamento”. Qualcuno si domanderà “Allora sarai felice di questa cosa!”. In linea di principio si, ma il problema vero è un altro: Moretti si lamenta in continuazione che i treni regionali ed interregionali fanno schifo perché le regioni non danno abbastanza soldi e il nostro povero amministratore non sa come farli funzionare. Visto che il traffico regionale ed interregionale è quello dei pendolari, quindi quello maggioritario, è un problema serio! Quindi se uno non è in gradi di far funzionare questo servizio o si dimette e va a casa o, nel libero mercato, vende quelle tratte. Pare ci siano due società, una tedesca ed una francese che vorrebbero acquistare le linee ferroviarie regionali calabresi. Se esistono davvero, queste due società, si ritireranno appena passa questo ddl. Si sa, Moretti è un ex sindacalista, quindi (secondo questo governo) un pericoloso insurrezzionalista, ma come mai nessun liberale si è lamentato?


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