Stati Generali della Precarietà 3.0

Posted under Video by ironriot on Friday 15 April 2011 at 2:11 pm

Verso lo sciopero precario: incontriamoci a Roma, dal 15 al 17 aprile

In questi ultimi due anni di crisi e devastazione economica, sociale e ambientale la nostra condizione di precarietà è divenuta esplosiva. Chi ogni giorno produce la ricchezza di tutti ed è costretto nel ricatto del lavoro senza diritti e garanzie; chi ogni giorno vive un sequestro della libertà di scelta che va ben al di là delle mura del proprio lavoro o non lavoro; chi vive in territori immiseriti dal mercato che li mette a profitto; chi, come noi, vive questa condizione che si è fatta esistenziale oltre che sociale, sa che sta montando la rabbia precaria.

Per lo stesso motivo sappiamo che siamo stanche e stanchi di sentirci addosso la veste avvelenata che si dà alla precarietà attribuendole il sinonimo di sfiga. Non siamo stati segnati dal destino, ci hanno invece imposto una condizione: esistono i precari e i precarizzatori.

Per questo il tempo del racconto della sfiga quotidiana è finito. Per questo vogliamo parlare dei nostri desideri, della libertà che vogliamo riprenderci, della forza che vogliamo far esplodere. Del solo modo di superare la precarietà. Di come farlo, cioè, attraverso lo sciopero precario: quello che non abbiamo potuto fare mai e che ora, adesso, vogliamo e possiamo organizzare. Uno sciopero non solo dei precari ma sulla precarietà e nella molteplicità di luoghi e forme in cui essa si esprime. Uno sciopero per superare la precarietà. Uno sciopero tutto da inventare, insieme.

Infatti lo sciopero precario sarà potente solo se precari e precarie cospireranno, metteranno in comune le loro intelligenze e i loro saperi, se sapremo insomma sperimentare insieme le pratiche capaci di colpire chi fa profitti sfruttando la precarietà. Vogliamo riappropriarci della ricchezza che produciamo, vogliamo precari e migranti finalmente protagonisti, vogliamo un nuovo welfare e l’accesso ai beni comuni. Vogliamo riprenderci la vita.

Per tutto questo ci vedremo a Roma nella terza edizione degli Stati Generali della Precarietà 3.0 il 15-16-17 aprile 2011.

Programma

Venerdi 15, @ LOA Acrobax [via della vasca navale,6]
dalle ore 19 accoglienza e concerto di Asian Dub Foundation

Sabato 16, @ GENERAZIONE_P RENDEZ-VOUS [via alberto da giussano, 59]:

* h. 11 – 13: Tavolo di discussione: Precarietà e territori
* h. 11 – 13: Crisi economica, precarietà del lavoro e conflitto sociale
* h. 11 – 13: “The show must go on”: workshop dei lavoratori dello spettacolo, cultura ed editoria

* h. 14 – 17: Perfettamente inconciliabili: strumenti e strategie per sabotare lo pseudo-welfare familista
* h. 14 – 16: Workshop sui flussi metropolitani
* h. 14 – 16: Verso lo Sciopero Precario dei saperi
* h. 14 – 16: Workshop su informatica, hacking e reti digitali
* h. 16 – 18: Lo sciopero corre sul filo!
* h. 16 – 18: Working Class Heroes. I migranti, la guerra e l’impossibile democrazia
* h. 16 – 18: Workshop Terzo Settore
* h. 18 – 20.30: Lo sciopero precario e il welfare desiderabile

dalle 21.00: serata di festeggiamento dei primi 6 mesi di occupazione di Generazione P – rendez vous
cena
+ proiezione della videoinchiesta sulla precarietà “Inpreca video”
+ proiezione del docufilm “Lampedusa next stop” a cura di Insutv (presenti gli autori)
a seguire dj set

Domenica 17, @ Volturno [via Volturno, 37]:

* h. 11 – 13: Dopo la narrazione l’esplosione
* h. 14 – 17: Assemblea Plenaria

Le plenarie e altri momenti degli SGP 3.0 verranno trasmessi sul canale LiveStream:

http://www.livestream.com/statigeneraliprecariet

All’interno degli Stati Generali della Precarietà 3.0 il Coordinamento precari scuola indice un’assemblea nazionale aperta a tutti i precari del settore scuola

Nella prima parte: Analisi della situazione generale: graduatorie, organici, reclutamento, invalsi, merito.
Nella seconda parte: Proposte di mobilitazione.

durante la tre giorni sarà possibile visitare la mostra fotografica dedicata ad Antonio Salerno Piccinino
“Raccontare la crisi comincia da uno sguardo”
a cura di occhirossi festival indipendente di fotografia

http://narratingcrisis.org/

Per partecipare e proporre workshop: statigenerali@sanprecario.info


Aggiornamenti dal blocco stradale di Mitzitón, Chiapas

Posted under AmericaLatina,Articoli,Audio News e Racconti by ironriot on Wednesday 8 September 2010 at 8:36 am


(lingua: italiano, dur.: 2’17″)
Nella comunità di Mitzitón, a pochi chilometri da San Cristobal de Las Casas, da vari giorni s’è riacceso un conflitto coi paramilitari pagati dal governo per rompere l’accordo del villaggio di non voler far passare un’autostrada che collegherebbe San Cristobal a Palenque. All’appello della comunità di Mitzitòn hanno risposte molte organizzazioni, collettivi ed altre comunità indigene del Chiapas, tutti aderenti all’Altra Campagna dell’EZLN. Si è deciso di bloccare per alcune ore la Panamericana esigendo l’espulsione dei paramilitari ed il rispetto dell’autonomia indigena.

E’ solo l’inizio di prossime azioni di protesta pianificate dall’Altra Campagna del Chiapas per esigere la liberazione dei prigionieri politici, la fine della criminalizzazione della protesta sociale, per l’autonomia e il contropotere popolare e per la costruzione di un Messico anticapitalista.

>>> Scarica l’intervista


STORIE DI (STRA)ORDINARIO MEXICO – TERZA TAPPA: LA OTRA CAMPAÑA

Posted under AmericaLatina,Articoli,Audio News e Racconti by ironriot on Tuesday 3 August 2010 at 7:37 am

In questa terza tappa sentirete estratti dalla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona commentati da compagni aderenti alla Otra Campaña: qui il nostro viaggio non è più fisico ma diventa sociale e si estende a tutto il territorio.
Vogliamo parlarvi dello sviluppo politico che in questi ultimi anni ha visto partecipare le realtà di movimento di tutti gli stati messicani. Vogliamo portarvi attraverso un paese infinitamente esteso: dai deserti del confine statunitense alle giungle del Chiapas, passando per montagne, spiagge, megalopoli e resti delle antiche civiltà mesoamericane.
Vogliamo raccontarvi le differenze e le complessità dei movimenti sociali degli Stati Uniti del Messico fatti di operaie ed operai, indigene ed indigeni, maestre e maestri, lavoratrici del sesso ed emarginati sociali.
Vogliamo analizzare il contesto in cui nasce e poi si sviluppa la proposta della Otra Campaña: in che modo movimenti e gruppi così diversi e lontani decidono di mettersi insieme e trovare un nuovo modo di fare politica?
(lingua: italiano, dur.: 1h09′)

>>>download


LA DIGNA RADIO 2.0

Posted under AmericaLatina,Audio News e Racconti by ironriot on Wednesday 7 July 2010 at 10:13 am

Notiziario indipendente dal Messico in lotta
La Digna Radio è un progetto realizzato dal Nodo Solidale, dall’Osservatorio America Latina dell’XM24 e dal collettivo Zapatista Marisol di Lugano, collettivi e individualità sparse tra il Messico, l’Italia, la Svizzera e l’Olanda.
È una finestra su quel Messico del basso e a sinistra che trova così poco spazio nell’informazione globale, così impegnata a proporci il Messico dei villaggi turistici, belle spiagge, tutto sesso e tequila.
Noi parliamo del Messico che resiste allo sfruttamento delle sue risorse, che non si piega alla repressione e al disprezzo con cui le classi dirigenti controllano il territorio. Quel Messico che riprende in mano con dignità il suo destino, costruendo un presente migliore nel cammino dell’autogestione e dell’autonomia.
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Attività in Italia e Svizzera per i prigionieri politici messicani

Posted under AmericaLatina,Articoli by ironriot on Friday 13 November 2009 at 9:33 am

Ai prigionieri e alle prigioniere politiche in Messico e nel mondo,
Ai popoli del pianeta in lotta,
All’Altra Campagna in Messico,
Alla Rete Nazionale contro la Repressione e per la Solidarietà del Messico,

Il Collettivo Zapatista “Marisol” di Lugano (Svizzera), l’Osservatorio America Latina del Centro Sociale XM24 di Bologna (Italia) ed il collettivo Nodo Solidale di Roma (Italia) con la presente comunicano che, nel nostro piccolo, vogliamo dimostrare che non esistono frontiere e che la geografia del potere, fatta di filo spinato e dogane, non può impedirci di riconoscere i fratelli e le sorelle sequestrati in tutto il pianeta per resistere all’avanzata della barbarie neoliberista.

(more…)


Media e Immigrazione

Posted under Articoli,Local news by Kioshi on Wednesday 17 December 2008 at 11:30 pm

Roma. E’ il 16 aprile del 2008. Una ragazza originaria del Lesotho sbaglia fermata della metro è scende a quella prima di casa sua. Purtroppo lì incontra un rumeno, Joan Rus, che l’accoltella e la violenta. Due uomini, Bruno Mesci e Massimo Crepes, sostano con la loro macchina in una stradina vicino dove sta avvenendo lo stupro. Notano qualcosa, ma invece d’intervenire scappano. Per caso incontrano una volante dei carabinieri, che fermano. Raccontano quello che hanno visto ed i militari intervengono.
Una bruttissima vicenda di violenza maschile su una donna, con l’aggiunta della vigliaccheria di altri due uomini.
Potrebbe essere un fatto di cronaca tragico, ma come tanti altri. Alcuni fatti, però, fanno sorgere dei dubbi. Anche la stampa meno attenta alla campagna vergognosa di demonizzazione dei migranti, scatenatasi nei mesi prima dell’elezioni politiche del 13 e 14 aprile del 2008, avanza qualche timido dubbio, ma non c’è tempo per approfondire, ci sono i ballottaggi in corso. C’è tempo, solo, per mettere in evidenza la presunta violenza dei cittadini stranieri che ha contribuito all’affermazione di partiti che hanno fatto delle campagne antimigranti una ragione di vita, come il PDL e la Lega Nord. Il ballottaggio più importante è proprio quello per la poltrona di sindaco di Roma. I due contendenti sono il folgorato dall’illuminazione religiosa Rutelli e l’ex mazziere neofascista Alemanno.
Ritornando a la sera del 16 aprile ed attenendosi solo ai fatti ci sono una serie di elementi che saltano agli occhi:
Il crimine efferato compiuto ai danni della studentessa del Lesotho avviene poco tempo dopo l’omicidio di Giovanni Reggiani, compiuto (forse) da un giovane anch’esso rumeno e che aveva scatenato l’ira (sic!) di Veltroni, all’epoca sindaco della capitale e quella dell’opposizione di destra contro il governo Prodi. Immediatamente viene approvato il pacchetto sicurezza di Amato che viene inasprito all’ennesima potenza(quando s’imparerà a non inseguire la destra?) rispetto alla bozza iniziale.
I carabinieri cercano di tenere segreta la notizia, proprio perché c’è il ballottaggio, ma poi rivelano l’accaduto e parlano di due testimoni. La stampa comincia a definirli “angeli”. Purtroppo i due non hanno niente a che fare con i putti michelangioleschi. Uno di loro, Bruno Musci, risulta essere in strettissimi rapporti con il candidato sindaco Alemanno e si presenta alla conferenza stampa in cui Baccini (ex UDC) da il suo appoggio al candidato della destra, stringendo mani a destra e sinistra o meglio a destra ed a destra. Questo fatto è di per se sospetto, ma non è finita qui: i carabinieri interrogano per diverse ore i due “angeli”, ma secretano i verbali, non si sa bene perché.
E poi come fa un presunto stupratore poverissimo che vive in una baracca a permettersi di essere difeso da due avvocati come Antonio Sansoni e Francesco Saverio Pettinari?
Forse qualcuno si sta chiedendo chi sono questi due? Ebbene, sono due potenti avvocati del foro romano. Pettinari ha difeso, ad esempio, il giudice Vittorio Metta, imputato con Berlusconi e Previti nel processo Mondadori. La prima richiesta dei due è stata una serie di perizie psichiatrice che non permettono di interrogare l’imputato fino alla loro conclusione.
Intanto a Roma la campagna elettorale diventa un botta e risposta sulla sicurezza. Su questi temi Alemanno ha gioco facile, basta dire bugie. Rutelli è forse uno dei politici più odiati dalla sinistra e forse uno dei meno simpatici anche agli elettori del P.D. ed infatti perde prendendo meno voti che nel primo turno.
Questo è solo l’ultimo esempio di come si riesce a rovesciare un pronostico elettorale anche grazie all’utilizzo spregiudicato dei media, imbastendo sul “teorema del delirio” immigrazione=criminalità la propria campagna elettorale.
La sinistra parlamentare ha commesso l’errore di affrontare con troppa superficialità la questione immigrazione, per poi accodarsi all’idea che essa dovesse essere trattata esclusivamente dal ministero degli interni.
Non mi stancherò mai di ripetere che l’immigrazione è un problema di ordine sociale e politico e non di ordine pubblico. L’immigrazione è anche un problema di ordine mediatico, non è un caso se il problema viene vissuto in maniera più forte dagli abitanti dei piccoli centri. Per esempio è molto sentito nei paesi del nord produttivo dove la vecchia cantilena “Ci rubano il lavoro, la casa e le donne” continua a mietere cervelli e si sta affacciando anche in quelli del sud, con qualche lodevole eccezione come il comune di Riace.
Secondo il centro d’ascolto del partito Radicale, lo spazio dei TG dedicato ai fatti di cronaca nera è passato dal 10,4% del 2003 al 23,7% del 2007. Un bombardamento senza precedenti. In tv si parla ancora dell’omicidio Reggiani, ma è sparito dalle cronache la questione dei rifiuti tossici nelle scuole e nelle case di Crotone.
Il governo attuale ha, finora, usato la questione immigrazione come uno dei deterrenti al malcontento sociale creato dalla crisi economica che sarà sempre crescente. Il meccanismo di questa demagogia populista giustifica, nella mente fulminata di milioni d’italiani, una serie di fatti che hanno una natura razzista, come l’omicidio di Abdoul Guiebré a Milano ed altri fatti simili che la magistratura si affretta a definire non di matrice razzista. Il governo cerca anche di catalizzare il rancore dei cittadini verso i migrati anche attraverso le leggi e gli annunci. E’ stata minacciata l’assurda introduzione del reato di clandestinità o il permesso di soggiorno a punti. La sala delle conferenze stampe del governo sembrava un circo in quelle occasioni. Dispiace sempre vedere delle persone che si rendono ridicole senza rendersene conto. A parte gli scherzi, la cosa tragica è che sono state approvate nel pacchetto sicurezza una serie di norme razziali come la reclusione da 1 a 5 anni per aver dichiarato false generalità e l’aumento fino ad un terzo della pena se lo straniero è clandestino. Diventa una discriminante davanti alle legge non essere italiano. La legge non è più uguale per tutti neanche per “la legge” stessa. In un’intervista su il manifesto il 21 ottobre 2008, il professor Luigi Ferrajoli, filosofo del diritto e tra i fondatori di Magistratura Democratica, definisce questo modo di fare politica e di governare populismo penale: “Con questa espressione il giurista francese Denis Salas e quello domenicano Eduardo Jorge Prats definivano una strategia diretta ad ottenere demagogicamente il consenso popolare rispondendo alla paura generata nella popolazione dalla criminalità di strada. Si afferma così un uso congiunturale del diritto penale in senso repressivo ed antigarantista che è totalmente inefficace rispetto alle intenzioni di prevenire i crimini”. A questa riflessione aggiungiamo il fatto che la “paura generata nella popolazione dalla criminalità di strada” è costantemente alimentata dai media, soprattutto da una televisione in mano al presidente del consiglio ed alla sua maggioranza. Essi leggiferano su queste questioni ed usano in maniera spregiudicata il mezzo televisivo che è la princiapale fonte d’informazione della maggior parte dei cittadini italiani. Inoltre sono anni che anche nel centrosinistra o ex centrosinistra si tenta di sfruttare l’immigrazione per rubare qualche voto alla destra. L’impressione è che l’attuale opposizione non abbia nessuna politica sull’immigrazione e che la maggioranza oltre ad alimentare l’odio razziale al fine di aumentare i consensi, difenda chi specula sulla precarietà dei migranti, rendendoli ancora più precari. La vita quotidiana di un migrante senza permesso di soggiorno è un inferno: non puoi trovare un lavoro regolare, non puoi trovare una casa regolare e sistematicamente finisci nelle mani di persone che ti fanno lavorare al nero pagandoti una miseria, anche la casa è un lusso e l’alta ricattabilità fa si che l’inquilino debba pagare cifre esorbitanti per stamberghe inabitabili.
Sembra di essere a Torino negli anni sessanta soltanto che al posto dei meridionali ci sono migranti comunitari o extracomunitari.
Non voglio chiudere con la solita frase sul fatto che abbiamo dimenticato di essere un paese di emigrati, ma è un fatto che nei paesi dove emigravamo ci trattavano più o meno come noi adesso trattiamo gli immigrati nel nostro paese. Pensiamo al fatto che negli Stati Uniti ci chiamavano Dagos che significa accoltellatori. Eravamo considerati sporchi, mafiosi, bombaroli, ladri ed inferiori. Negli Stati Uniti eravamo dei “negri bianchi”. Ma chi aveva fatto sì che molta gente pensasse questo di noi? La risposta è semplice e breve: la colpa è stata di politici che hanno cercato di fare carriera sfruttando le paure delle persone.


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