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Toccare Fondi

Fondi è una comune di più di trentamila abitanti in provincia di Latina. Da mesi si rincorrono voci sul possibile commissariamento del governo comunale per capillari infiltrazione mafiose nelle attività produttive del luogo e nella giunta. Se ne parlato ancor di più dopo l’arresto di vari funzionari comunali e il ‘pentimento’ di uno degli assessori coinvolti nell’indagini Damasco 1 e 2: un altro delle migliaia di piccoli amministratori che in 150 anni di unità d’Italia hanno favorito l’ascesa delle mafie nazionali nel nostro paese ed all’estero. Un altro ometto di cui ci dimenticheremo presto, a dire la verità in molti se lo sono già scordato: Riccardo Izzi di Forza Italia. Ex assessore ai lavori pubblici, si dimise dopo svariate pressioni ed ammise di aver preso voti dalla famiglia calabrese dei Tripodo che, con i Trani ed i Zizzi, operano nella zona. Da queste dichiarazione, una commissione d’accesso (fortemente voluta dal prefetto di Latina Bruno Frattasi), s’insedia in comune per valutare la situazione. Grazie a questa e da altre verifiche sarà redatto un dossier di 507 pagine che porta in una sola direzione: lo scioglimento della giunta. Nelle inchieste si parla anche di usura, voto di scambio, concorso esterno in associazione mafiosa ed altri reati. Addirittura, s’ipotizza una forte e duratura contiguità ed amicizia tra moltissimi (se non tutti) esponenti di Forza Italia del sud del Lazio e Carmelo Tripodo. Intervallo: Carmelo Tripodo è ritenuto da molti un boss della ‘ndrangheta attivo nella zona di Latina, l’ultimo processo a suo carico per estorsione ed usara l’ha visto assolto in primo grado. Si ritiene che si sia alleato con gli Imerti e dei Condello. Il padre di Carmelo, Domenico Tripodo detto Mico, combattè, alleato con i Condello e gli Imerti (pensa un pò), contro i De Stefano (alleati ai Piromalli e Mammoliti) la guerra di ‘ndrangheta che scoppiò tra il 1974 ed il 1976 per questioni di spartizioni di appalti (cioè denaro, come al solito). Don Mico fu ucciso nel carcere di Poggioreale, dalla nuova camora organizzata (NCO) di Cutolo per fare un piacere ai De Stefano. Fine Intervallo. Un altro personaggio particolare della zona è il consigliere regionale di Forza Italia (ora PDL) Del Balzo Romolo, amico fraterno di tale Beneduce, esponente di spicco del clan Bardellino, ucciso nel 1990. Il dott. Del Balzo pare sia indagato per concorso esterno in associazione mafiosa ed addirittura è uscito fuori dalle indagini (Damasco 1 e 2) che prestasse soldi e li facesse recuperare dalla famiglia Tripodo. Tutto da dimostrare, s’intende. Secondo Il Tempo del 10 settembre, Del Balzo sarebbe sicuro della ricandidatura alla regione. Un anno fa si parlava di un posto da assessore per lui e della candidatura di Claudio Fazzone come candidato presidente della Regione. Fazzone, senatore,  è il plenipotenziario del PDL tra Formia e Fondi: proprio i luoghi dove maggiormente si concentrano gli affari mafiosi: infatti oltre alla ‘ndrangheta, operano in zona anche i casalesi, non è trascurabile il fatto che ci sia il più grosso mercato agroalimentare d’Italia anch’esso pesantemente infiltrato. Inoltre, Fazzone, è stato presidente di Acqualatina: il consorzio copartecipato dalla Voelia che gestiva l’acqua nel basso Lazio e che ha cercato in tutti i modi di rubare soldi alle popolazioni locali sparandogli bollette folli per le forniture dell’oro blu, a tale proposito guardatevi la puntata di Report 15/10/2006. In zona, comunque, Fazzone, mantiene un bacino di voti vicino ai 40000. Mica male. Tiro in mezzo il senatore perché è uno strenuo difensore del comune di Fondi e del suo sindaco, ma mi sembra che ci sia poco da difendere e molto da chiarire. In molti, infatti, penseranno, che c’è abbastanza per sciogliere il comune: dirigenti e funzionari del comune e del mercato agroalimentare arrestati per concorso esterno in associazione mafiosa e favoreggiamento, un assessore ai lavori pubblici coinvolto nell’inchiesta che rivela di prendere i voti da ‘ndranghetisiti ed anche i loro soldi, in cambio di favori, per finanziare la campagna elettorale, i politici più influenti della zona invischiati in indagini al fulmicotone. Il sindaco di Fondi, per tutta risposta sostiene che siano solo calunnie, probabilmente lo ha detto mentre firmava la delega ai lavori pubblici per se stesso. Perché Maroni non si muove? Ci sono anche numerose denunce di vari parlamentari in proposito. Ma come, il ministro degli interni che millanta risultati straordinari contro la criminalità organizzata ed in particolare i casalesi, non fa nulla? La cosa ha interessato anche Berlusconi che, tra un escort e l’altra, ha detto: “Sono intervenuti diversi ministri che hanno fatto notare come nessun esponente della giunta e del consiglio comunale sia mai stato raggiunto da un avviso di garanzia”. Cosa? Io non potevo credere alle mie orecchie! Re Silvio si smarca accusando dei suoi ministri? E chi sono questi signori, questi ‘capitani coraggiosi’. Paolo Biondani su L’Espresso (http://espresso.repubblica.it/dettaglio/se-i-ministri-vanno-a-fondi/2107788/8), ci rivela che “La traccia più vistosa porta a Renato Brunetta. Da qualche mese il ministro dell’Innovazione pubblica si fa fotografare con la sua “nuova fidanzata”: “Si chiama Titti, ma non vi dico il cognome”. La bionda arredatrice d’interni corrisponde all’identikit di Tiziana Giovannoni, sorella di Paola, che è la moglie del sindaco di Cisterna, Antonello Merolla. In questo centro a 20 chilometri da Latina, Merolla ha vinto al primo turno (con il 55 per cento) benchè candidato in extremis, naturalmente con la benedizione di Fazzone. E con l’aiuto del ministro, schierato nei comizi a Cisterna. Dove Brunetta ha pure alluso a Titti, dichiarandosi già “imparentato” con il sindaco- cognato: “Il mio cuore è qui”. E sempre Brunetta ha scelto i fortunati enti locali che, “primi in Italia”, potranno beneficiare del protocollo e-gov 2012? per l’efficienza amministrativa: Provincia di Latina e Comune di Cisterna.”. Alle volte quando il caso ci mette lo zampino è imprevedibile. Biondani continua scrivendo: “Anche Altero Matteoli ha un legame forte con il feudo elettorale di Fazzone. Il ministro delle Infratrutture è sceso in campo a favore di Ilaria Bencivenni (probabile candita come consigliera regionale, ndr), candidata sindaco di Aprilia, uno dei comuni più popolosi della provincia, dopo furiose lotte interne chiuse da un diktat del solito Fazzone. Anche Ilaria ha potuto esibire nei comizi il suo “caro amico ministro”. Ma gli elettori non hanno premiato la protetta di Matteoli, che si è fermata al 32 per cento, contro il 67 raccolto dal candidato delle liste civiche. Ad Aprilia, per inciso, la cittadinanza è sempre più impaurita da un’escalation di omicidi di mafia, arresti di boss e sequestri di droga, armi ed esplosivi.”. Infine il giornalista de L’Espresso conclude: “Se la posizione ufficiale di Matteoli e Brunetta resta un segreto del governo, Giorgia Meloni si è sbilanciata pubblicamente, in almeno un comizio, contro il commissariamento di Fondi. Anche per il giovane ministro, come si diceva nel ’68, il personale è politico. Nicola Procaccini, che è il suo portavoce (nonchè fidanzato, stando al settimanale Panorama), è figlio di Maria Burani, ex parlamentare berlusconiana, e di Massimo Procaccini, ex giudice penale di Latina diventato avvocato. Tra i suoi clienti oggi spiccano grossisti del Mof come Vincenzo Garruzzo, arrestato per usura già l’anno scorso, nella prima retata contro la mafia a Fondi. Procaccini padre difende pure la moglie di Fazzone, a cui è intestata la villa di famiglia sequestrata perchè abusiva: il tribunale l’ha condannata a un anno (indultato) definendo illegale un condono ad personam varato dal comune.”
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